SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Calenda a "La Stampa" su Italo, bene la vendita ma era meglio la quotazione
Roma, 09 feb 18:15 - (Agenzia Nova) - Il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, in una intervista alla "Stampa" definisce l'acquisizione di Italo da parte del fondo Usa Gip (Global Infrastructure Partners) "una storia da manuale". Certo che, precisa il ministro, "se si fosse conclusa con gli azionisti che portano Italo in Borsa sarebbe stato un finale perfetto". Però è andata così, "era loro diritto vendere". L'Italia è stata la prima ad aprire l'alta velocità alla concorrenza: "E' un esempio di scuola per spiegare che la concorrenza è importantissima. Si è aperta la porta a un grande investimento industriale nel settore dei servizi che dà lavoro a tanti, ha avuto effetto sui costi e sulla qualità del servizio per i cittadini. Essere stati i primi è stato un vantaggio. Sbaglia chi non lo ha fatto", continua Calenda, il quale non crede affatto che Trenitalia debba preoccuparsi per il concorrente americano: "Gpi è un investitore finanziario - in questo caso non un avvoltoio - abituato a investimenti di lungo periodo. Resta però un investitore finanziario. Gli imprenditori per me sono sempre preferibili nella gestione di un'azienda. Per questo (il ministro dell'Economia, Piercarlo) Padoan ed io auspicavamo rimanessero dentro gli imprenditori perché avrebbero continuato a guidare come hanno fatto fino a adesso bene anche in condizioni difficili". Per quanto riguarda, invece, l'assenza di investitori italiani per Italo, il ministro spiega che gli italiani sono molto bravi sino a una dimensione di impresa media, anzi sono i più bravi, come dimostra la crescita degli investimenti privati e dell'export superiore a quella tedesca: "Quando però si arriva al momento del salto dimensionale, spesso manca la cultura. Siamo un'imprenditoria forte, e un capitalismo storicamente fragile. Per cui, quando viene il tempo, arrivano i capitali stranieri che non vanno demonizzati. (Res)
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