SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: il Giappone non intende investire nell’alta velocità thailandese
Bangkok, 09 feb 18:15 - (Agenzia Nova) - Il governo della Thailandia insiste perché il Giappone investa nel progetto della linea ferroviaria d alta velocità Bangkok-Chiang Mai, ma Tokyo intende concedere soltanto finanziamenti. Il ministro dei Trasporti thailandese, Arkhom Termipittayapaisith, ha incontrato mercoledì Noriyoshi Yamagami, vice-direttore generale del dipartimento delle Ferrovie presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti giapponesi. A margine dell’incontro, Arkhom ha spiegato che Tokyo insiste affinché la Thailandia investa autonomamente nel progetto, che è stato alterato da Bangkok e in cui il Giappone, evidentemente, non riscontra più margini di profittabilità. Per Bangkok, ha spiegato il ministro thailandese, la priorità e è trovare un modo di “minimizzare l’indebitamento per il governo”. “Abbiamo chiesto (al Giappone) di trovare soluzioni per diminuire l’investimento di capitale, così da minimizzare il debito a nostro carico. Una di queste soluzioni sarebbe naturalmente l’investimento congiunto” nel progetto. Tokyo, però, ha offerto solo di garantire prestiti a tassi di interesse agevolati. Per il momento, le trattative appaiono bloccate.

Il progetto per la realizzazione di una linea ferroviaria thailandese ad alta velocità sulla base della tecnologia giapponese dello Shinkansen potrebbe subire un drastico ridimensionamento in termini prestazionali per ridurre i costi. L’indiscrezione, dapprima diffusa dal quotidiano in lingua inglese “Bangkok Post”, ha trovato conferma ufficiale: il mese scorso il premier Prayuth Chan-Ocha ha dato istruzioni al ministero dei Trasporti di rivedere il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Bangkok-Chiang Mai, lunga 670 chilometri, con un possibile taglio della velocità massima dei convogli da 300 chilometri orari a 180 o 200 chilometri orari. La notizia segue di due settimane un rapporto giapponese secondo cui il progetto costerà in tutto 420 miliardi di baht (circa 13,1 miliardi di dollari), una cifra che Bangkok reputa eccessiva.

Il ripensamento del governo thailandese ha colto alla sprovvista il Giappone, che ha lavorato tre anni con gli ingegneri e i funzionari del paese per stabilire i criteri dell’introduzione della tecnologia giapponese dell’alta velocità ferroviaria. Una linea ferroviaria consentirebbe di ridurre alcune delle spese, come quelle legate alla costruzione delle barriere sonore, ma i costi per la posa della linea lunga 670 chilometri rimarrebbero pressoché invariati, scrive il quotidiano “Nikkei”, senza contare che treni più lenti rischierebbero di danneggiare la profittabilità del progetto, spingendo una parte dei viaggiatori a optare per l’aereo.

Sulla base della propria esperienza di operatore di treni ad alta velocità, che impiega dagli anni Sessanta del secolo scorso, Tokyo sa che i treni tendono a perdere clienti potenziali in favore degli aerei quando il tempo di percorrenza supera le tre ore. Anche alla velocità di 300 chilometri orari, il viaggio su rotaia da Bangkok a Chiang Mai richiederebbe circa tre ore e mezzo. Il governo thailandese, inoltre, ha annunciato una tariffa di 1.200 baht per percorrere l’intera linea, un costo inferiore a un terzo di quello di una distanza analoga percorsa sulla rete Shinkansen giapponese. Il Giappone ha presentato un business plan che tiene conto di questa differenza tariffaria, ma la limitazione delle entrate causata dalla competizione delle compagnie aeree low cost rischia di spingere l’intero progetto in passivo. (Fim)
ARTICOLI CORRELATI