SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Grecia, caso su richiesta di asilo militare turco finisce davanti al Consiglio di Stato
Atene, 09 feb 15:00 - (Agenzia Nova) - I legali di uno degli otto militari turchi, ricercati dalle autorità di Ankara in relazione al fallito colpo di Stato del 2016, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per riesaminare la richiesta di asilo per l'intero gruppo. Secondo quanto anticipato dal quotidiano greco "Kathimerini", sarà rinviata l'udienza del 15 febbraio sulla richiesta del governo di sospendere temporaneamente la concessione dell'asilo politico a uno dei militari. A dicembre, un comitato indipendente greco per l'asilo ha approvato la richiesta di un ufficiale. Ankara ha fatto pressione su Atene per estradare gli otto militari, definiti "traditori".

Il processo a carico di otto militari turchi fuggiti ad Alessandropoli (Grecia orientale), a seguito del fallito colpo di Stato fallito in Turchia del luglio 2016, è stato al centro dei colloqui dello scorso 28 gennaio ad Atene tra il ministro della Giustizia greco Stavros Kontonis e il vice ministro della Giustizia turco Bilal Ucar ad Atene. Ucar insieme a una delegazione del ministero della Giustizia turca sono stati ricevuti da una delegazione del ministero della Giustizia greco, guidata dal segretario generale Dimitris Papaspyrou, prima della riunione della riunione a livello ministeriale. Durante i colloqui tra Kontonis e Ucar è stato discusso anche del quadro giuridico entro il quale la Turchia può agire, dato che gli otto militari non saranno estradati, a seguito di una decisione del tribunale di primo grado in Grecia.

A margine dell'incontro con il vice ministro turco, Kontonis ha affermato che il governo turco "ha ricorso alla giustizia, stabilito esplicitamente dal codice penale greco, quindi è lasciato alla sua discrezione intraprendere azioni legali. In termini di estradizione (degli otto), questo è stato messo a punto dalla sentenza emessa dalla Corte suprema greca", ha dichiarato Kontonis. La decisione della Corte "non entra in questione di indicazioni di complicità o non per persone specifiche", ha detto il ministro della Giustizia, ma "affronta ciò che considera fondamentale: che nelle attuali circostanze in Turchia a questi ufficiali non può essere garantito un processo equo, come stabilito dalle regole internazionali", ha sottolineato. Pertanto, secondo Kontonis, "la parte turca dovrebbe seriamente prendere in considerazione il contenuto della decisione della Corte Suprema".

Il Consiglio greco per i rifugiati ha intentato una causa nei giorni scorsi depositando una denuncia, presso la procura di Atene, contro ogni "persona responsabile" dell'arresto e della detenzione del militare turco, che aveva ottenuto lo scorso anno l'asilo politico su decisione di un Comitato indipendente greco. La denuncia è stata notificata al procuratore della Corte suprema Xeni Dimitriou. Il copilota turco Suleyman Ozkaynakcim è uno degli otto militari che sono fuggiti in Grecia nel 2016 dopo il fallito di colpo di Stato in Turchia. Lo scorso 8 gennaio, una sezione della Corte di Appello di Atene ha accolto la richiesta del governo di "sospendere" temporaneamente lo status di rifugiato del militare, adducendo motivi di "interesse pubblico" e gli stessi "interessi del militare turco". Un tribunale amministrativo di Atene ha confermato la decisione. "Il rispetto e la protezione dei diritti umani e del giusto processo non sono negoziabili. Lo Stato deve applicare in questo caso le soluzioni previste dalla legge per la sicurezza degli otto militari", che non includerebbero in alcun modo la detenzione, ha affermato in una nota il Consiglio, ripresa dall'agenzia di stampa "Ana-Mpa".

Il Consiglio per i rifugiati ha ribadito l'argomentazione, già sottolineata in precedenza insieme ad altre Ong greche, secondo cui, ai sensi della normativa ellenica sulla protezione internazionale, un richiedente asilo, e in particolare un soggetto a cui è stato concesso l'asilo che non si trova in detenzione amministrativa, non può essere trattenuto, a meno che non abbia commesso altri reati. Commentando la decisione del tribunale, il Consiglio ha affermato che l'incapacità di prevedere un processo di revisione delle decisioni giudiziarie rilevanti è "una persistente carenza" della legge greca, aggiungendo che vi sono anche altri percorsi per riesaminare la decisione in favore della detenzione, che il Consiglio perseguirà.

Il caso sulla mancata estradizione dell'ottavo militare turco che ha chiesto asilo in Grecia, dopo il fallito golpe militare del 2016, ha incrementato le tensioni tra Atene e Ankara. Uno degli otto militari fuggiti in Grecia ha ottenuto il riconoscimento dell'asilo nei giorni scorsi. Ankara ha condannato fermamente questa decisione e denunciato la decisione definendola "politica", ed ha minacciato conseguenze sul piano della cooperazione bilaterale e regionale. Atene ha difeso più volte l'indipendenza della propria magistratura, ma sabato il governo del premier greco Alexis Tsipras ha chiesto di annullare la concessione dell'asilo politico al militare turco; la giustizia greca non si è ancora espressa in merito agli altri sette militari. La magistratura di Atene ha negato le richieste di estradizione delle autorità turche citando la situazione dei diritti umani nel paese vicino.

Il governo di Atene ha presentato appello contro la decisione della giustizia greca sulla concessione dell'asilo ad uno degli otto golpisti turchi fuggiti in Grecia dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016 in Turchia. Il terzo comitato indipendente greco per l'asilo ha stabilito che non ci sono sufficienti prove per affermare che il pilota dell'elicottero, con il quale gli otto golpisti sono fuggiti dalla Turchia, abbia preso realmente parte al tentativo di colpo di Stato del 2016 per il quale è perseguito da Ankara con l'accusa di crimini di guerra. La mossa del governo di Atene è stata avanzata dopo che la Turchia ha minacciato possibili conseguenze nelle relazioni bilaterali con la Grecia a seguito delle decisione di concedere l'asilo al presunto golpista turco.

Il governo greco ha ribadito di non sostenere in alcun modo i golpisti e che il sistema giudiziario ellenico è pienamente indipendente. Dal ministero degli Esteri di Ankara è stata espressa nei giorni scorsi una condanna per la concessione dell'asilo a uno dei partecipanti al tentato colpo di Stato dell'estate 2016, in quanto con tale decisione la Grecia avrebbe "dimostrato ancora una volta di essere un paese che protegge i golpisti". Gli altri sette golpisti rimangono intanto in attesa di una decisione sulla richiesta di asilo, mentre la loro mancata estradizione disposta finora dalle autorità di Atene rischia di causare nuove tensioni con il paese confinante.

Anche lo scorso dicembre, durante la storica visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ad Atene, era stato toccato il tema dei golpisti fuggiti in Grecia. Erdogan aveva parlato nell'occasione di una questione "molto importante per il futuro dei nostri paesi". Il presidente ha risposto ad alcune domande sulla mancata estradizione da parte della Grecia degli otto presunti golpisti fuggiti nel paese confinante dopo il fallito colpo di stato del 2016: "Certamente siamo rattristati e il nostro rispetto per la magistratura greca è stato disturbato - ha detto -. Siamo preoccupati e se non ci sarà l'estradizione ne trarremo le conseguenze sul funzionamento del sistema giudiziario greco. Ma dall'altra parte le relazioni militari, commerciali e politiche tra i nostri paesi continueranno a rafforzarsi in maniera risoluta e positiva". (Gra)
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