SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: leader nordcoreano Kim Jong-un attacca gli Usa, blandisce Seul nell'anniversario delle Forze armate
Tokyo, 09 feb 15:15 - (Agenzia Nova) - Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha approfittato della parata militare tenuta ieri a Pyongyang, in occasione dell’anniversario delle Forze armate di quel paese, per provare ad alimentare le divisioni sempre più nette nella politica estera di Stati Uniti e Corea del Sud. Anziché trasmettere la parata in diretta nella mattinata di ieri, i media di regime nordcoreani ne hanno diffusa una versione “tagliata” nel pomeriggio, dandole un profilo minore rispetto alle parate degli scorsi anni. La parata dello scorso aprile, ricordano i media di Seul e Tokyo, aveva esibito ben cinque nuove tipologie di missili balistici; quella di ieri ne ha fatti sfilare molti meno, mentre l’enfasi – proprio come in occasione del discorso di inizio anno del leader nordcoreano – è stata posta sull’attacco retorico di Kim agli Stati Uniti.

Rivolgendosi ad alcune decine di funzionari civili e militari in Piazza Kim Il-sung, il leader nordcoreano ha vantato l’emersione del paese come “potenza militare globale” a dispetto delle “peggiori sanzioni”. Alle Forze armate, Kim ha chiesto di mantenere il “massimo livello di preparazione al combattimento contro gli Stati Uniti” per impedire loro di “violare anche di un centesimo di millimetro la sacra dignità e autonomia della Repubblica”. Kim si è ben guardato invece dal rivolgere qualunque attacco alla Corea del Sud, che nelle ultime settimane è stata ben lieta di cedere alle proposte di rilancio del dialogo inter-coreano lanciate da Pyongyang, spezzando il fronte unitario delle pressioni politiche con Usa e Giappone.

Pyongyang ha ospitato ieri le celebrazioni ufficiali per il 70mo anniversario della fondazione dell’Armata del popolo coreano. Stando a fonti governative ufficiali, circa 50 mila persone hanno assistito alla cerimonia, e 13 mila militari hanno partecipato a una parata militare nella capitale nordcoreana. La decisione di Pyongyang di organizzare l’evento alla vigilia delle Olimpiadi invernali di PyeongChang, in cora del Sud, ha destato la preoccupazione di Seul. “Siamo impegnati nel controllo e nel monitoraggio costante dei relativi movimenti (delle truppe) in coordinamento con gli Stati Uniti”, ha dichiarato la scorsa settimana il portavoce dello stato maggiore congiunto delle Forze armate sudcoreane, colonnello Roh Jae-cheon. Stati Uniti e Corea del Sud, ha aggiunto l’ufficiale, sono pronti a gestire eventuali provocazioni in concomitanza con la parata militare, che per il momento pare analoga in termini di organizzazione a quelle celebrate da Pyongyang gli scorsi anni. In questo senso, l’ufficiale nordcoreano non ha escluso che durante la parata il regime nordcoreano sfoggi gli ultimi ritrovati del suo arsenale balistico, come avvenuto nell’aprile 2016.

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha invece minimizzato l’importanza della parata militare in programma per oggi. Alla domanda se la parata militare potrebbe costituire in qualche modo una provocazione o una minaccia per gli Stati Uniti, il portavoce del Pentagono, Dana White, si è limitata a sottolineare che “la Corea del Nord organizza parate piuttosto spesso”. “Siamo perfettamente capaci di neutralizzare qualunque minaccia agli Stati Uniti, ai loro alleati e ai loro partner”, ha aggiunto il portavoce. White ha sottolineato che gli Stati Uniti “incoraggiano” il dialogo intrapreso tra le due Coree alla vigilia delle Olimpiadi invernali di PyeongChang. “Le relazioni tra Seul e Washington non sono mai state più strette, e guardiamo con fiducia a ulteriori progressi”, ha detto il funzionario.

L’intelligence sudcoreana aveva già anticipato il mese scorso l’avvio di preparativi in Corea del Nord in vista della Giornata delle Forze armate, una ricorrenza che sino allo scorso anno veniva celebrata invece il 25 aprile. Immagini satellitari esaminate dalle autorità d’intelligence di Seul esibiscono militari in marcia e colonne di veicoli militari mobilitati verso Pyongyang. La data fissata dal regime rischia di minare il dialogo intrapreso con Seul in vista delle Olimpiadi invernali di PyeongChang, che si apriranno l’8 febbraio, proprio all’indomani della parata. La decisione di Pyongyang di mutare la data dell’evento militare precederebbe il riavvio del dialogo con Seul; nelle scorse settimane, il regime nordcoreano aveva anticipato l’organizzazione di “una serie di eventi” per celebrare la ricorrenza della fondazione dell’Armata del popolo nordcoreano. Oggi il capo di stato maggiore delle Forze armate sudcoreane ha sottolineato che in passato Pyongyang non ha mai organizzato eventi militari l’8 febbraio.

Le prospettive di un reale confronto tra le due Coree per l’allentamento delle tensioni militari restano incerte. I colloqui tra delegazioni militari dei due paesi, concordati da Seul e Pyongyang in occasione dell’incontro del 9 gennaio scorso, non si terranno prima delle Olimpiadi invernali, ha scritto ieri il quotidiano “Korea Herald”, secondo cui all’ottimismo iniziale da parte dei funzionari di Seul è seguita la presa d’atto che Pyongyang non intende spingere i colloqui oltre il tema dei Giochi olimpici, almeno per il momento. “La nostra proposta di colloqui militari inter-coreani è ancora valida”, ha spiegato al quotidiano una fonte anonima del ministero della Difesa sudcoreano, secondo cui Seul “ritiene di poter intraprendere il dialogo al momento appropriato”. Lo scenario che contemplava l’avvio dei colloqui militari sin dal primo febbraio, però, appare ormai irrealistico. Stando al “Korea Herald”, anche il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, sarebbe propenso a rinviare il confronto sul piano militare, per non danneggiare la retorica delle “Olimpiadi della pace” adottata dal suo Esecutivo.

Nelle ultime settimane, Seul ha adottato misure tese a ridurre il rischio di provocazioni o incidenti lungo il confine militarizzato tra le due Coree. Pyongyang ha chiesto a Seul di rimuovere dal confine i megafoni che diffondono propaganda anti-regime, musica pop sudcoreana e notizie del mondo estero. Ad ostacolare la ripresa dei colloqui sul piano militare è anche e soprattutto il tema delle esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti, di cui Pyongyang chiede la cessazione. Seul e Washington non hanno ancora annunciato ufficialmente la sospensione delle esercitazioni congiunte Key Resolve e Foal Eagle, che si terrebbero in concomitanza con le Olimpiadi invernali. Nei giorni scorsi il sito propagandistico nordcoreano “Uriminzokkiri” ha chiesto a Seul la sospensione permanente delle esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti. “Il dialogo inter-coreano e le esercitazioni sono incompatibili”, ha scritto il sito, definendo le manovre militari “un tentativo di abbattere la sfortuna e la rovina sul nostro popolo”. (Git)
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