SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Nigeria, contingente camerunese partecipa a operazione militare contro Boko Haram nella foresta di Sambisa
Abuja, 09 feb 16:15 - (Agenzia Nova) - Quasi 500 militari camerunesi della Forza multinazionale congiunta contro Boko Haram sono stati inviati nella foresta di Sambisa, nel nord-est della Nigeria, nel quadro dell’operazione "Deep punch 2", il cui obiettivo è lanciare un’offensiva “generalizzata” alla roccaforte dei miliziani jihadisti. Lo riferiscono fonti di sicurezza citate dall'agenzia di stampa "Apa", secondo cui sono 496 i militari camerunesi che parteciperanno all'operazione. A fine gennaio l’esercito nigeriano ha diffuso un comunicato in cui dichiara di avere preso il controllo della base di Zairo e annuncia l’intenzione di costruire una strada nella foresta di Sambisa, da cui i miliziani di Boko Haram lanciano attacchi anche nei paesi confinanti. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dal governo nigeriano questa settimana dal 2009 ad oggi gli attacchi del gruppo terroristico Boko Haram in Nigeria hanno provocato oltre 33 mila vittime. In un evento organizzato lo scorso 4 febbraio dall’esercito e dalle agenzia di sicurezza nella città di Maiduguri, nel nord-est della Nigeria, il ministro della Difesa, Mansur Dan Ali, ha annunciato che almeno 30 mila ostaggi di Boko Haram sono stati liberati negli ultimi due anni. Presente all’incontro anche il ministro dell’Interno, secondo cui il gruppo jihadista è stato decimato e la sua leadership smantellata.

Nonostante le dichiarazioni dei vertici istituzionali e militari, continuano nel paese gli attacchi condotti dai miliziani Boko Haram. È di almeno un morto il bilancio di un nuovo attentato avvenuto la notte scorsa nei pressi del campo profughi di Dalori, nel nord-est della Nigeria. Secondo fonti della sicurezza, citate dal quotidiano “Daily Post”, almeno un’altra persone è rimasta ferita nell’attacco, avvenuto nel villaggio di Kala. In precedenza cinque persone sono state uccise e oltre 40 sono rimaste ferite in attacco suicida condotto nel campo di Dalori, che si trova nei pressi della città di Maiduguri, ex roccaforte del gruppo jihadista Boko Haram. L’attacco, riferiscono fonti locali, è stato condotto da una donna che si è fatta esplodere all’interno del campo, che ospita gli sfollati interni fuggiti all’offensiva del gruppo jihadista. Un secondo attentatore suicida si è invece fatto esplodere all'ingresso del sito. Non è la prima volta che il gruppo attacca il campo di Dalori, già colpito nel gennaio 2016 quando morirono 86 persone.

Lo scorso 2 gennaio il leader del gruppo Abubakar Shekau ha pubblicato un nuovo video messaggio nel quale rivendica una serie di recenti attacchi avvenuti nel nord-est della Nigeria. “Siamo in buona salute. La polizia, l’esercito e coloro che ci calunniano non possono fare nulla contro di noi”, afferma Shekau nel suo messaggio di 31 minuti pronunciato in lingua hausa, diffusa nella Nigeria settentrionale. Si tratta del primo videomessaggio trasmesso da Shekau dopo diversi mesi, da quando cioè la sua leadership è stata messa in discussione con la decisione dello Stato islamico – cui Boko Haram è affiliato dal 2014 – di sostituire Shekau con Abu Musab al Barnaui, già portavoce del gruppo armato e identificato dagli esperti come il figlio di uno dei fondatori storici. (Res)
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