SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Cipro-Grecia, presidente Anastasiades sottolinea lavoro a stretto contatto su questione Zee e rapporti con Ankara
Atene, 09 feb 14:30 - (Agenzia Nova) - Cipro sta lavorando a stretto contatto con la Grecia su diverse questioni aperte, come quella sulla Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro, sulla riunificazione dell'isola e le nostre relazioni con la Turchia. Lo ha detto il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, in un'intervista all'agenzia di stampa greca "Ana-Mpa". Il capo dello Stato di Cipro ha sottolineato che le consultazioni con le autorità di Atene, sulle problematiche ancora irrisolte, si sono svolte sulla base delle possibili conseguenze, a breve e a lungo termine, per entrambi i paesi. "Rimango determinato a continuare il dialogo, almeno per quanto riguarda le questioni interne, ma per quanto riguarda una Conferenza di Cipro, ci deve essere una buona preparazione", ha spiegato il presidente appena rieletto, sottolineando che Cipro sta dalla parte della Grecia in tutte le sue "battaglie" a livello nazionale, politico ed economico. In questo contesto Anastasiades ha aggiunto che Cipro sosterrà anche la Grecia dopo l'uscita dal periodo di memorandum, previsto per il prossimo agosto. Rispetto all'annosa disputa sul nome dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) tra le autorità di Atene e Skopje, il presidente cipriota ha commentato che "non è solo una questione politica, ma nazionale che tocca i cuori dei greci". Allo stesso tempo, ha rilevato che si tratta di una questione "che deve essere gestita dalla Grecia stessa".

La garanzia di paese terzi e di truppe militari turche nel territorio di Cipro è “inconcepibile” per una soluzione al processo di riunificazione dell’isola. Lo ha detto ieri il presidente greco Prokopios Pavlopoulos parlando durante l’incontro con l’omologo georgiano Georgy Margvelashvili al Palazzo presidenziale di Atene. Il presidente ellenico ha parlato di diverse questioni internazionali, soffermandosi in particola su quella cipriota e le relazioni tra la Grecia e Turchia. Secondo Pavlopoulos, il processo di riunificazione è “una questione europea e internazionale per la quale la Grecia desidera una giusta e sostenibile soluzione”, ha affermato Pavlopoulos sottolineando che “ciò potrà avvenire solo sulle basi del rispetto delle principali norme europee riguardanti la sovranità degli Stati membri”, ha aggiunto il capo di Stato greco.

Pavlopoulos ha rimarcato che “l’occupazione “del territorio cipriota da parte dei militari turchi è ancora “inconcepibile” e che la posizione turca per il mantenimento di garanzie militari non “può essere accettata”. “La Grecia desidera buone relazioni con la Turchia e sostiene le sue prospettive europee, ma questa amicizia deve essere basata sul rispetto del diritto internazionale e dell'acquis europeo”, ha aggiunto il presidente greco che ha sottolineato come il Trattato di Losanna del 1923, che definisce i confini tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo, “non è aperto a revisione o aggiornamento e non ci sono zone grigie". Quest’ultimo passaggio si deve alle dichiarazioni rese dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in occasione della sua storica visita in Grecia dello scorso dicembre. “Se la Turchia rispetterà le posizioni del diritto internazionale e del trattato di Losanna, siamo qui (per considerare) le sue prospettive europee, altrimenti sarà ritenuta responsabile se accade il contrario", ha osservato Pavlopoulos.

La Turchia e la Grecia devono risolvere la disputa aperta nel Mar Egeo: questo l'invito da parte del ministro degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu, in una recente intervista al quotidiano greco "Kathimerini". Secondo quanto affermato dal capo della diplomazia turca, Ankara sarebbe "pronta a prendere tutte le misure necessarie" per proteggere i suoi diritti, così come quelli dei cittadini turco-ciprioti nel Mediterraneo orientale. In questo senso, Cavusoglu è tornato ad accusare Nicosia per l'inizio delle attività esplorative nel blocco 6 della Zona economica esclusiva (Zee) cipriota, osservando che per Ankara quel tratto di mare appartiene ai turco-ciprioti. "Non c'è bisogno di dire che non permetteremo mai le esplorazioni non autorizzate di idrocarburi e altre attività nella nostra piattaforma continentale", ha detto il ministro turco accusando i greco-ciprioti di condurre "azioni unilaterale per quanto riguarda gli idrocarburi nel Mediterraneo orientale".

A modo di vedere di Cavusoglu, "i turco-ciprioti sono co-proprietari dell'isola, e hanno diritti inalienabili sulle risorse naturali presenti da quelle parti". Per il ministro degli Esteri turco, inoltre, anche Atene e Ankara hanno ancora dispute territoriali irrisolte nel Mar Egeo. A tale scopo, Grecia e Turchia dovrebbero predisporre "un'agenda positiva" nelle relazioni bilaterali, sulla scia del Consiglio di alto livello di cooperazione che si svolgerà a Salonicco. "Invito i nostri amici greci a concentrarsi dapprima su una soluzione esaustiva e duratura alla disputa sul Mar Egeo, invece di aggiungere ulteriori problemi alla lista già esistente", ha concluso.

La disputa territoriale tra Atene e Ankara riguarda il controllo di alcuni isolotti disabitati nell'Egeo orientale e il tratto di mare antistante. La Turchia contesta in questo senso le previsioni del Trattato di Losanna del 1923, la cui demarcazione dei confini marittimi viene riconosciuta invece da Atene riconosce come indubbiamente valida. In settimana, un collaboratore del presidente turco Erdogan, Yigit Bulut, ha minacciato qualsiasi rappresentante politico o militare della Grecia che metta piede sugli isolotti di Imia. Bulut avrebbe intimato qualsiasi funzionario greco, incluso il primo ministro Alexis Tsipras, a non attraversare il tratto di mare al centro della contesa territoriale tra Grecia e Turchia, sottolineando che chiunque riesca a sbarcare su Imia genererà "l'ira" della Turchia, "peggio che ad Afrin", distretto siriano dove è in corso l'operazione militare turca "Ramo d'ulivo" contro le forze curdo siriane, e "avrà le braccia e le gambe rotte".

Le accuse del ministro degli Esteri turco sulle attività esplorative nel blocco 6 della Zee cipriota giungono invece dopo che nei giorni scorsi il ministro dell'Energia di Nicosia, Giorgos Lakkotrypis, ha definito "incoraggianti" le prospettive derivanti dalle prime ricerche nell'area. "I risultati sono molto incoraggianti: una riserva (di gas) è stata localizzata, ma la morfologia del particolare obiettivo è complessa e quindi serve più tempo", ha affermato Lakkotrypis dopo la riunione avuta con il capo dello Stato Nicos Anastasiades per fare il punto sullo sviluppo dei progetti energetici di Nicosia. Le attività esplorative attualmente in corso a Cipro sono quelle condotte dall'italiana Eni, nel blocco 6 della Zee dell'isola del Mediterraneo orientale, ovvero nel giacimento denominato Calypso. Secondo quanto spiegato dal ministro, i primi annunci potrebbero arrivare già nel corso della prossima settimana: "Siamo a due giorni dalle elezioni e non voglio che venga visto come qualcosa per cercare di creare aspettative", ha spiegato Lakkotrypis ricordando che la geologia del terreno nel blocco 6 della Zee cipriota è molto simile a quella del maxi-giacimento egiziano di Zohr. (Gra)
ARTICOLI CORRELATI