FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Cameron, "Stiamo combattendo per i posti di lavoro, i prezzi, le opportunità dei giovani e il nostro posto nel mondo"
Londra, 16 mag 2016 11:07 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, con un articolo pubblicato sul quotidiano britannico "Mirror", fa appello agli elettori affinché votino per restare nell'Unione Europea nel referendum del 23 giugno, in nome dell'economia e della sicurezza. Non capita tutti i giorni che il premier scriva per il popolare tabloid, premette Cameron, sottolineando che il paese sta vivendo un momento eccezionale e ricordando di aver condiviso la scena, per la causa europea, con esponenti politicamente lontani da lui come Brendan Barber, ex segretario generale della federazione sindacale Tuc (Trades Union Congress), e il laborista David Miliband. A ispirarlo, puntualizza, non è l'amore per Bruxelles, ma quello per la Gran Bretagna. "Quando guardo all'Ue – spiega – vedo 500 milioni di persone con cui possiamo commerciare e una rete di paesi con cui possiamo combattere la criminalità", "cose di cui abbiamo più che mai bisogno". Il leader di Downing Street evidenzia anche i valori condivisi nell'Ue, in un momento difficile per la democrazia e i diritti umani, ma soprattutto ribadisce che il paese "ha il meglio dei due mondi", gode, cioè, di "uno status speciale nell'Ue", essendo parte del mercato unico, ma mantenendo la propria moneta, e assicura che, grazie alla sua recente rinegoziazione dei termini dell'appartenenza, non rischia di essere costretto ad aderire al proposito di "un'Unione sempre più stretta". Tutti i modelli alternativi proposti dai sostenitori della Brexit, prosegue, dal Canada alla Svizzera, dalla Norvegia all'Albania, hanno una cosa in comune: danneggerebbero l'economia, togliendo a Londra voce in capitolo sulle regole europee. "Stiamo combattendo per i posti di lavoro", dichiara Cameron, sostenendo che i mezzi di sussistenza di tre milioni di persone sono direttamente legati agli scambi con l'Europa e che la solidità dell'economia dipende dall'appartenenza all'Ue. "Stiamo combattendo per prezzi più bassi", continua, facendo suo l'allarme della Banca d'Inghilterra sui rischi per la sterlina e per l'inflazione. "Stiamo combattendo per le opportunità dei nostri figli", aggiunge, evocando un'Europa aperta per le giovani generazioni. "Soprattutto, stiamo combattendo per il nostro posto nel mondo", conclude, immaginando l'esclusione della quinta potenza economica del mondo dal tavolo delle decisioni da cui dipendono le sorti europee. (Sit)
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