SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Pakistan-Cina, nove zone industriali per il corridoio economico Cpec in tre anni
Islamabad, 14 apr 2017 18:00 - (Agenzia Nova) - Il ministro federale per la pianificazione, lo sviluppo e le riforme di Islamabad, Ahsan Iqbal, ha detto che tutte le proposte su nove zone industriali lungo il corridoio economico Cina-Pakistan (Cpec) saranno completate in un periodo di due o tre anni. I governi provinciali hanno accelerato i progetti per l'attuazione di queste zone, che saranno definite nell'ambito della cooperazione industriale tra Cina e Pakistan e sono in fase di progettazione, per lo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti. Il sesto comitato misto di cooperazione su Cpec, l'anno scorso, ha approvato nove zone economiche speciali, formando un gruppo di lavoro congiunto per assicurare una sua rapida attuazione. "Per sfruttare le risorse naturali ed energetiche del Pakistan, le zone economiche saranno istituite nell'ambito della Cpec", ha osservato Iqbal, rispondendo a un'interrogazione in Senato. Lo scorso 13 marzo, Iqbal ha dichiarato ai media locali che il paese diverrà il fulcro della connettività regionale grazie al Corridoio economico tra Cina e Pakistan (Cpec). Iqbal ha anche commentato i progressi nello sviluppo della zona di libero scambio a Gwadar, che Islamabad ambisce a trasformare in un polo industriale di rilievo regionale. Il ministro ha ribadito l'attenzione del governo al potenziamento del comparto energetico nazionale e ai progetti per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, ed ha assicurato che l'Esecutivo destinerà tutte le risorse possibili allo sviluppo infrastrutturale.

Un altro tema su cui la cooperazione tra Islamabad e Pechino risulta fondamentale è lo sviluppo del settore energetico. Sempre a marzo il consulente speciale per gli Affari esteri del primo ministro pachistano, Tariq Fatemi, ha detto che il suo paese ha un “disperato bisogno” di importare forniture di gas dall'Iran. "Il Pakistan ha bisogno di gas iraniano in quanto l'industria del paese dipende da questo, quindi, dobbiamo risolvere i problemi che affliggono il progetto del gasdotto per trasferire gas iraniano in Pakistan", ha detto Fatemi, citato dall'agenzia iraniana "Fars". Islamabad è pronta a completare il progetto entro trenta mesi dall'eliminazione delle sanzioni internazionali contro l'Iran. Secondo il funzionario pachistano la mancanza di gas sta pesando fortemente sull’economia del paese: “Vogliamo importare energia da tutti i paesi vicini, in particolare dall’Iran”. Fatemi ha osservato che Islamabad sta cercando di aumentare i legami commerciali con i paesi dell'Asia centrale, ribadendo che nessun paese può sostenere il fabbisogno energetico del Pakistan meglio dell’Iran.

Lo scorso novembre 2016, l'amministratore delegato della società pachistana Inter state gas system (Isgs), Mobin Saulat, ha annunciato che la Cina ha manifestato interesse a finanziarie la parte pachistana del gasdotto tra Iran-Pakistan. In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa iraniana “Irna”, il funzionario ha dichiarato che Islamabad è desiderosa di completare il progetto del gasdotto e sta prendendo tutte le misure necessarie per raggiungere questo scopo. “Come tutti gli ostacoli al progetto verranno rimossi inizieremo a ricevere il gas dall’Iran”, ha sottolineato Saulat, il quale ha osservato che il progetto è stato diviso in due fasi: la prima è il collegamento tra Gwadar e Nawasbshah, la seconda è il gasdotto di 80 chilometri tra Gwadar e il confine iraniano.

Il funzionario ha rivelato che è stata la China petroleum pipeline bureau (Cppb) ad aver espresso interesse a finanziare gli 80 chilometri tra Gwadar e il confine iraniano. Attualmente la Cppb è impegnata con il progetto da 1,4 miliardi di dollari del terminal per il gas naturale liquefatto (Gnl) a Gwadar e la parte di gasdotto tra Gwadar e Nawabshah. A fine ottobre il portavoce del ministero degli Esteri packistano, Nafees Zakaria, ha dichiarato che il Pakistan sta portando avanti il progetto del gasdotto in modo molto accurato. "Ci sono stati numerosi contatti tra funzionari iraniani e pakistani per portare avanti questo progetto", ha dichiarato nei giorni scorsi durante una conferenza stampa.

Il Cpec è considerato un’estensione dell’ambizioso piano di Pechino di unire i principali partner con una serie di grandi opere infrastrutturali volte a migliorare gli scambi commerciali. Il progetto è inserito nel 13mo piano di sviluppo quinquennale cinese. L’idea di un corridoio tra Cina e Pakistan e offrire a Pechino la possibilità di sfruttare i porti sul mare Arabico risale in realtà agli anni’50 e diede vita all’autostrada che attraversa la catena montuosa del Karakorum aperta nel 1986. Secondo le stime del governo pachistano il progetto porterà alla creazione di oltre 700 mila posti di lavoro fino al 20130 e aumenterà del 2 per cento il tasso di crescita economica del paese, attualmente intorno al 4,7 per cento con un aumento previsto a 5,2 per cento. I progetti infrastrutturali sotto l'egida di Cpec avranno un valore stimato di circa 11 miliardi di dollari e saranno finanziati con prestiti agevolati erogati al governo del Pakistan da Exim Bank of China, Banca per lo sviluppo cinese e la Banca industriale e commerciale della Cina. Alcune delle principali infrastrutture sono: l’autostrada di 1.100 chilometri per unire le città di Karachi e Lahore; la completa ristrutturazione della Karakorum Highway che unisce la città di Rawalpindi alla frontiera cinese; la modernizzazione della linea ferroviaria tra Karachi e Peshawar che consentirà l’estensione della rete ferroviaria pakistana fino alla città di Kashgar nella regione dello Xinjiang. (Res)
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