MEDIO ORIENTE
 
Medio Oriente: Gerusalemme, ambasciatore palestinese a "Nova", decisione Trump apre a reazioni diverse
Roma, 07 dic 13:47 - (Agenzia Nova) - Sfortunatamente il presidente statunitense Donald Trump con la sua decisione di riconoscere Gerusalemme capitale ufficiale di Israele ha aperto tutte le porte alle reazioni dei palestinesi. E’ quanto dichiara ad “Agenzia Nova” l’ambasciatore palestinese a Roma Mai Alkaila, commentando le dichiarazioni del leader del movimento islamista Hamas, Ismail Haniyeh, che ha proclamato una nuova “Intifada”. “La leadership palestinese si riunirà a breve per adottare una nuova strategia”, chiarisce la diplomatica, ricordando che il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas chiede una “resistenza non violenta”. Tra i vari incontri previsti, anche quello tra Abbas e il sovrano giordano Abdullah II, che dovrebbe avvenire oggi.

L’ambasciatore Alkaila esprime “assoluto rifiuto” dell’annuncio fatto da Trump ieri, che viene considerato un “atto di ostilità contro i palestinesi e con il diritto nazionale”. Si tratta di un “assalto al diritto internazionale” e di “violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, tra cui quelle che non riconoscono l’occupazione legale di Israele” e quelle sui “diritti del popolo palestinese a Gerusalemme Est”. Per quanto riguarda l’impatto del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, Alkaila dichiara: “Trump non viene più considerato un mediatore nel processo di pace in Medio Oriente”. All’origine di ciò il fatto che gli Usa “non sono considerati neutrali e stanno sostenendo Israele nell’ostilità contro i palestinesi”, prosegue la diplomatica.

La decisione di Trump, inoltre, avrà un impatto sull’arena politica internazionale, chiarisce l’ambasciatore palestinese in Italia, ricordando che tutti hanno condannato la decisione di Trump. Infine, rispondendo ad una domanda sulla possibile creazione di uno Stato palestinese con capitale Abu Dis, un sobborgo ad est di Gerusalemme, Alkaila afferma: “Rifiutiamo ogni capitale che non sia Gerusalemme, è la nostra capitale eterna”. Secondo la diplomatica, infine, la Comunità internazionale dovrebbe essere grata ai palestinesi perché con Gerusalemme Est, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza detengono il 22 per cento della Palestina storica, lasciano ad Israele il 78 per cento. Il ministero degli Esteri palestinese ha condannato, da parte sua, la decisione di Abbas. (Mom)
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