FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Essilor-Luxottica, i francesi riprendono l'iniziativa nel consolidamento europeo
Parigi, 17 gen 11:20 - (Agenzia Nova) - La Francia non è votata a perdere i suoi campioni industriali: è così che oggi martedì 17 gennaio il quotidiano economico "Les Echos" commenta la notizia del matrimonio, annunciato ieri, tra lo specialista francese di lenti oftalmiche Essilor ed il produttore italiano di montature per occhiali di lusso Luxottica. Si tratta di una alleanza della tecnica con la moda che è anche la più grande operazione nella storia francese delle fusioni ed acquisizioni (M&A): ne nascerà un gigante mondiale dell'ottica battezzato EssilorLuxottica, con una capitalizzazione borsistica di oltre 50 miliardi di euro, che avrà 140 mila dipendenti sparsi nel mondo e potrà contare su di un volume d'affari di oltre 15 miliardi di euro sulla base dei dati del 2015. La sede centrale sarà situata a Charenton-le-Pont, nel dipartimento francese di Val de Marne alle porte di Parigi. Certo il gruppo Essilor è indebolito da due consecutivi esercizi negativi, nota "Les Echos", e per raddoppiare di taglia e conservare la sede in Francia ha dovuto concedere al fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio una partecipazione azionaria di controllo, anche se minoritaria; ma nonostante le concessioni fatte i francesi resteranno alla guida della nuova entità. "Il mio sogno di creare un attore internazionale di primo piano nell'ottica finalmente si è avverato" ha commentato il fondatore e proprietario di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Al secondo uomo più ricco d'Italia il quotidiano francese dedica un ritratto in cui il corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, mette l'accento sulle difficoltà finora incontrate dall'82enne imprenditore nel designare un erede alla testa del suo impero; il quale ha quindi scelto, per garantire il futuro della sua azienda, di allearsi con un concorrente piuttosto che vedere la sua creatura assorbita da un acquirente straniero. Il dilemma affrontato da Del Vecchio è comune a diverse aziende della Penisola, alle prese con la difficile mutazione del modello di capitalismo italiano basato sulla gestione familiare. Proprio questa debolezza del tessuto economico e del capitalismo familiare, maggiore in Italia che in Francia, secondo il giornale parigino sta offrendo alle aziende d'Oltralpe grandi opportunità di espansione e di acquisizioni nella Penisola. Secondo i banchieri d'affari citati dal giornale economico, questa operazione presagisce un'ondata di consolidamento europeo: "Siamo all'inizio di una sere di fusioni tra uguali su iniziativa dei gruppi francesi" prevede un alto funzionario di una banca statunitense; e in quest'ottica, il terreno privilegiato appunto l'espansione francese in territorio italiano. (Sit)
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