SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: preoccupazioni per progetto Diga della rinascita in Egitto e in Sudan
Il Cairo, 20 ott 2017 18:15 - (Agenzia Nova) - Paesi come Egitto e Sudan sono preoccupati per le inondazioni che potrebbe creare la Diga della Rinascita in Etiopia. I ministri dei tre paesi interessati e gli esperti internazionali stanno cercando di trovare una soluzione. Con il proseguimento dei lavori per la realizzazione della diga idroelettrica etiope, le tensioni tra l'Etiopia e l'Egitto stanno crescendo. Oggi, tuttavia, il punto principale della contesa non è più la costruzione della diga. L'elemento che crea tensione rimane la modalità di riempimento dell'imponente serbatoio della diga, con una capacità di circa 74 miliardi di metri cubi d'acqua. L'Egitto ha paura che la modalità di utilizzata per riempirlo possa essere dannosa, sapendo che più del 70 per cento delle acque del Nilo vengono dal Nilo Blu, che nasce in Etiopia. Qualsiasi riduzione del flusso fluviale comporterà una riduzione del volume dell'acqua della diga di Nasser Lake e altererà la produzione elettrica della diga di Assuan. Di fronte a questa situazione, i ministeri dell'Ambiente dell'Etiopia, del Sudan e dell'Egitto stanno attualmente discutendo i metodi per risolvere i problemi in sospeso ad Addis Abeba. I rappresentanti dei tre ministeri hanno anche visitato la diga, costruita a 17 chilometri dal confine con l'Etiopia-Sudan.

Gli egiziani, in particolare, temono che la diga della Rinascita possa limitare l’afflusso di acqua in Egitto, che soffre un deficit idrico di circa 20 miliardi di metri cubi all’anno. Per Addis Abeba, tuttavia, questo progetto appare irrinunciabile, dal momento che, una volta ultimata, la diga - che ridurrebbe di fatto l’afflusso di acqua da uno degli affluenti principali del Nilo, il Nilo Azzurro, creando un lago artificiale da 63 miliardi di metri cubi d’acqua - diventerebbe il più grande sistema idroelettrico di tutta l’Africa, con una capacità complessiva di 6 mila megawatt, in grado di fornire energia e luce elettrica a tutto il paese, anche nelle più remote regioni dell’altopiano, e venderla anche ai paesi vicini. Inoltre, l’Etiopia sta conoscendo una formidabile crescita economica ed ha un assoluto bisogno di energia.

Da parte sua l’Egitto, dopo aver criticato fortemente il progetto etiope, sembra ora essere intenzionato a rinunciare a qualcosa, incentivato anche dalle aperture delle autorità di Addis Abeba circa la garanzia che la diga non sarà usata per alimentare un nuovo sistema di irrigazione, ma soltanto per la produzione di energia elettrica. In cambio di questa garanzia, la costruzione della diga potrebbe d’altronde costituire per il Cairo l’occasione per riconvertire le colture del paese concentrandosi su raccolti a maggior valore aggiunto e minor utilizzo d’acqua. A separare Etiopia ed Egitto è in particolare la decisione su quale accordo internazionale debba essere preso in considerazione per quanto riguarda la suddivisione delle quote d’acqua spettanti a ciascun paese del bacino del Nilo. (Cae)
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