SOMALIA

 
 
 

Somalia: fonti intelligence, base militare turca obiettivo della strage di Mogadiscio

Mogadiscio, 18 ott 2017 13:33 - (Agenzia Nova) - L’attentato di sabato scorso a Mogadiscio che ha provocato la morte di almeno 281 persone avrebbe avuto come obiettivo originario la base militare turca di recente costruzione nella capitale somala. È quanto rivelato da fonti dell’intelligence somala all’emittente “Voice of America Africa”, secondo cui la base “è l'obiettivo strategico più importante (per il gruppo jihadista al Shabaab), poiché produrrà un esercito organizzato che va distrutto preventivamente”. Secondo la stessa fonte, che ha parlato a condizione di anonimato, tutte le segnalazioni d’intelligence ricevute prima e dopo la strage “indicano che la base militare turca fosse l'obiettivo” dell’attacco. Al Shabaab non ha rivendicato l'attentato, ma le autorità somale e gli analisti lo reputano responsabile della strage.

“Sappiamo che l'attentato è opera di al Shabab. Le informazioni che abbiamo ricevuto finora lo dimostrano”, ha aggiunto la fonte. La base, inaugurata lo scorso 30 settembre, ospita più di 200 militari turchi incaricati di addestrare 1.500 militari dell’esercito nazionale somalo con l’obiettivo di formarne almeno 10 mila in vista del graduale ritiro dal paese delle truppe della missione dell’Unione africana in Somalia (Amisom), previsto a partire dall’ottobre 2018. Nel frattempo continua a crescere il bilancio delle vittime della strage, la più sanguinosa nella storia del paese, che secondo fonti mediche non ufficiali sarebbero state almeno 320. L’attentato è stato innescato da due autocarri carichi di esplosivi saltati in aria in zone particolarmente affollate della città, il primo all’ingresso di un hotel e il secondo nel distretto di Madina.

Una delle esplosioni ha anche danneggiato gravemente l’edificio che ospita l’ambasciata del Qatar, provocando lievi ferite all’incaricato d’affari di Doha a Mogadiscio. Il giorno dopo la strage il primo ministro Hassan Ali Khaire ha nominato una commissione di 16 membri – della quale fanno parte ministri, rappresentanti della società civile e leader religiosi – incaricata di organizzare i funerali e di fornire assistenza ai feriti. Prima della strage di Mogadiscio, la più sanguinosa dall’inizio dell’insurrezione di al Shabaab nel 2006, il gruppo jihadista aveva condotto lunedì scorso un attacco nella regione semi-autonoma del Puntland, nel nord del paese, provocando la morte di sette persone. (Res)
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