SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Giappone, scandalo delle false certificazioni di Kobe Steel lambisce anche l’alta velocità ferroviaria
Tokyo, 12 ott 18:00 - (Agenzia Nova) - Lo scandalo delle false certificazioni di Kobe Steel continua ad allargarsi in Giappone, con la progressiva emersione delle compagnie e dei settori economici interessati dalla fornitura di componenti e leghe metalliche del produttore di acciaio giapponese. Ieri sera Koei Tsuge, presidente di Jr Tokai, uno degli operatori giapponesi dei treni ad alta velocità Shinkansen, ha annunciato che alcune delle componenti prodotte da Kobe Steel e impiegate nei treni ad alta velocità N700A presentano una forza tensile inferiore a quella dichiarata dal produttore. Koei si è affrettato a precisare che le discrepanze nelle informazioni fornite da Kobe Steel “non impattano in alcun modo la sicurezza dei viaggiatori”, dal momento che le verifiche effettuate sulle componenti “incriminate” hanno comunque rilevato standard ben superiori alle effettive sollecitazioni cui queste ultime vengono effettivamente sottoposte. Sorprende però l’entità della falsificazione effettuata da Kansai Steel: Jr Tokai, infatti, ha verificato i dati forniti dal produttore di acciaio nell’arco degli ultimi cinque anni, rilevando irregolarità relative a ben 310 differenti componenti. Gli N700A di Jr Tokai coprono il tratto più trafficato e importante della rete ferroviaria giapponese, quello che collega Tokyo ad Osaka, nel Kansai.

Ieri il terzo maggiore produttore di acciaio giapponese ha ammesso che la falsificazione dei certificati non si è limitata soltanto al rame e all’alluminio. Il portavoce dell’azienda, Yoshitsugu Nishimura, ha confermato telefonicamente le ultime indiscrezioni del quotidiano “Yomiuri”, secondo cui l’indagine interna avviata dalla compagnia ha riscontrato discrepanze nei dati relativi alle ispezioni e ai requisiti di un altro cliente. Kobe Steel è al centro dello scandalo da domenica, quando ha ammesso che per anni diversi suoi stabilimenti hanno falsificato i dati sulle leghe metalliche prodotte.

Un’indagine interna condotta dall’azienda ha riscontrato incongruenze nei dati relativi a 19.300 tonnellate di prodotti in alluminio, 2.200 tonnellate di prodotti in rame e 19.400 unità di prodotti stampati in alluminio spediti ai clienti tra settembre 2016 e agosto 2017. L’azienda ha ammesso che la falsificazione dei dati potrebbe essere in corso addirittura da un decennio, e avrebbe interessato prodotti e materiali inviati a circa 200 aziende clienti, inclusi alcuni dei maggiori produttori automobilistici nazionali, come Toyota, Mitsubishi, Subaru e Mazda. L’industria giapponese e il governo di Tokyo temono un grave e generalizzato danno d’immagine, e il ministero dei Trasporti giapponese ha già ordinato ai costruttori di auto una serie di controlli urgenti per accertare la sicurezza delle vetture potenzialmente coinvolte.

Mitsubishi Heavy Industries, costruttore dei razzi vettori utilizzati dall’agenzia spaziale giapponese Jaxa per l’immissione dei satelliti nell’orbita terrestre, ha annunciato martedì che alcuni prodotti in alluminio dell’azienda Kobe Steel le cui certificazioni esibiscono date di ispezione false sono stati utilizzati per la realizzazione dei razzi H-2A. Uno di questi razzi è stato lanciato proprio martedì dal centro spaziale di Tanegashima, con a bordo il quarto satellite del sistema giapponese Quasi-zenith per la geolocalizzazione satellitare. Mitsubishi Heavy è una delle 200 compagnie, i cui nominativi restano perlopiù ignoti, cui Kobe Steel ha fornito prodotti in rame o alluminio con certificazioni falsificate. L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato di aver ricevuto da Mitsubishi tutte le informazioni in merito alla componentistica dei razzi vettori che fa uso delle leghe “incriminate”, precisando che a detta del costruttore non sussiste alcun problema di natura meccanica o di sicurezza. (Res)
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