ISRAELE-ONU
 
Israele-Onu: premier Netanyahu ordina preparativi per ritiro da Unesco
Gerusalemme, 12 ott 18:39 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incaricato il ministero degli Esteri a preparare un piano per il ritiro di Israele dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco). Lo ha annunciato in un comunicato stampa l’ufficio del premier israeliano, dopo l’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dall’organizzazione Onu proprio a causa della posizione marcatamente anti-israeliana intrapresa dall’Unesco. Il premier israeliano ha accolto con favore la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ritirarsi dall’Unesco: “Questa è una decisione coraggiosa e morale, perché l'Unesco è diventato un teatro dell’assurdo, invece di preservare la storia, la distorce".

Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi il loro ritiro dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) a partire dal prossimo 31 dicembre, a causa della posizione anti-israeliana assunta negli ultimi anni dall’organismo Onu. "Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti con l'arretratezza all'Unesco, la necessità di una riforma fondamentale nell'organizzazione e la continua prevenzione di posizioni anti-israeliane all’Unesco”, ha affermato il dipartimento di Stato Usa in un comunicato stampa. Nella nota, il dipartimento di Stato ha sottolineato che il paese resterà impegnato all’interno dell’Organizzazione come Stato osservatore non membro.

In risposta alla mossa di Washington, il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, ha espresso il suo “profondo rammarico” per la decisione presa dagli Stati Uniti. La mossa degli Usa giunge dopo una serie di misure intraprese dall’Unesco contro Israele tra cui la proclamazione della città di Hebron, in Cisgiordania, come luogo simbolo dei palestinesi, e i vari tentativi di dichiarare l’area del Monte del Tempio (Spianata delle Moschee per i musulmani), compreso il Muro occidentale, un luogo simbolo per i musulmani, senza citare il legame con la religione ebraica.

Secondo quanto sottolineato dalla rivista statunitense “Foreign Policy”, la decisione dell’amministrazione guidata da Donald Trump potrebbe essere legata ai tentativi di ridurre il finanziamento degli Usa all’Unesco, che ammontano a circa 500 milioni di dollari. L'amministrazione di Trump non è la prima a prendere un simile passo. Nel 1983 l’allora presidente Ronald Reagan ordinò il ritiro di Washington dall’Unesco. Gli Stati Uniti fecero il loro ritorno nell’Organizzazione solo nel 2002 durante l’amministrazione di George W. Bush. Nel 2011, durante la presidenza di Barack Obama Washington ha tagliato gran parte dei suoi finanziamenti all’Organizzazione per la decisione accettare la Palestina come Stato membro.

Va aggiunto che il favorito per l’incaricato di nuovo segretario generale dell'Unesco è il qatariota Hamad Bin Abdulaziz Al Kawari, primo con 19 voti al secondo turno delle votazioni, davanti all’ex ministro della Cultura francese Audrey Azoulay, secondo con 13 voti, e all’attivista egiziana Moushira Khattab, terza con 12 voti (che gode del sostegno di Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti). Il Simon Wiesenthal Center con sede a Los Angeles ha accusato apertamente l'ex ministro della Cultura di Doha di antisemitismo. Il Qatar ha peraltro avuto un ruolo decisivo nelle ultime risoluzioni dell'Unesco che negano il legame ebraico con Gerusalemme ed Hebron. I candidati alla guida dell'Unesco devono ottenere il 50 per cento dei voti per sostituire la bulgara Irina Bokova: in mancanza del quorum, a partire da domani si procederà a maggioranza. (Res)
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