SPECIALE INFRASTRUTTURE

 
 
 

Speciale infrastrutture: India-Usa, Washington si unisce all’opposizione di Nuova Delhi alla “nuova Via della Seta”

Nuova Delhi, 04 ott 2017 18:00 - (Agenzia Nova) - L’amministrazione del presidente Usa Donald Trump sostiene l’India nella sua opposizione all’ambizioso progetto cinese One Belt One Road, la “nuova Via della Seta” con cui Pechino punta a sviluppare le infrastrutture e gli scambi commerciali a cavallo tra Europa ed Asia, e in particolare al tratto sino-pakistano del progetto, il Corridoio economico Cina-Pakistan (Cpec). “In un mondo globalizzato esistono tante cinture e tante strade, e nessun paese dovrebbe arrogarsi l’autorità di definirne una sola” ha dichiarato ieri il segretario della Difesa usa James Mattis, nel corso di una audizione di fronte alla commissione Servizi armati del Senato federale statunitense. Mattis ha fatto riferimento al passaggio del Corridoio Cina-Pakistan lungo territori del Kashmir rivendicati da Islamabad e Nuova Delhi, ed ha affermato che Pechino non dovrebbe forzare il progetto attraverso territori su cui gravino dubbi in termini di sovranità.

Il segretario Usa ha affrontato la questione su richiesta del senatore Charles Peters, secondo cui il progetto One belt One Road “punta a garantire il controllo della Cina sugli interessi continentali e marittimi, con l’obiettivo di estendere un dominio sull’Eurasia e sfruttarne le risorse naturali”. L’India ha disertato il Forum sulla “nuova Via della Seta” organizzato da Pechino lo scorso maggio proprio in segno di protesta contro il progetto da 60 miliardi di dollari del Corridoio economico Cina-Pakistan, che Nuova Delhi accusa di travalicare il “Kashmir occupato dal Pakistan”.

La “nuova Via della Seta” è l’ambizioso progetto attraverso cui Pechino mira a creare solidi rapporti industriali con i paesi che saranno coinvolti. Lanciata dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013, l'iniziativa One Belt One Road (Obor) punta a creare una rete di infrastrutture di trasporto, di comunicazione e di scambio che coinvolge al momento 64 paesi oltre alla Cina – circa 4,5 miliardi di persone –, su un’area che si estende fra Asia, Europa e Africa. L’obiettivo di Pechino è completare il tracciato principale entro il 2049; a sostegno del progetto ci sono attualmente tre istituzioni finanziatrici, capeggiate dalla Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), una banca multilaterale a cui hanno aderito finora quasi 100 paesi. I progetti ammessi al finanziamento nell'ambito del progetto Obor aprono enormi opportunità di business nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia, oltre che in settori trasversali. (Inn)
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