SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Iran, francese Total firma contratto da 4,8 miliardi di dollari
Teheran, 03 lug 14:00 - (Agenzia Nova) - La compagnia petrolifera francese Total è a capo di un consorzio internazionale che firma oggi a Teheran un accordo del valore di 4,8 miliardi di dollari per sviluppare un importante giacimento di gas, diventando la prima azienda occidentale del settore a tornare in Iran. "L'accordo internazionale per lo sviluppo della Fase 11 di South Pars sarà firmato oggi alla presenza dei funzionari del ministero del Petrolio iraniano e dei dirigenti di Total, della società cinese Cnpci e della società iraniana Petropars", ha annunciato un portavoce del ministero iraniano. Il gas estratto "potrà alimentare il mercato nazionale iraniano dal 2021", ha detto un portavoce di Total. L'amministratore delegato del gruppo francese, Patrick Pouyanné sarà presente alla firma del contratto.

Lo scorso novembre 2016, Total ha firmato un accordo preliminare per sviluppare il giacimento di South Pars in collaborazione con Cnpci e Petropars. Lo scorso aprile, il responsabile di Total Pouyanné ha dichiarato che la società sta cercando di sviluppare un proprio meccanismo per poter effettuare transazioni bancarie in Iran senza violare le sanzioni statunitensi. L’Iran vuole rafforzare il suo settore energetico e, dopo la rimozione delle sanzioni legate al programma nucleare nel gennaio 2016, ha firmato una serie di accordi con paesi e compagnie straniere per poter attirare i finanziamenti necessari. Teheran ha infatti bisogno di finanziamenti fino a 100 miliardi di dollari per sviluppare oltre 50 giacimenti di petrolio e gas naturale. Fondamentale per attirare investimenti stranieri è la futura entrata in vigore dei nuovi contratti petroliferi (Iranian Petroleum Contract, Ipc) che dovevano già essere presentati nel 2016, ma la loro approvazione è ancora bloccata dalle fazioni più conservatrici della politica iraniana. Il modello Ipc pone fine al sistema di contratti buy-back, che risale a oltre 20 anni fa ed è particolarmente oneroso per le compagnie petrolifere.

Il 31 maggio il ministro del Petrolio dell'Iran, Bijan Zangeneh, ha dichiarato che Teheran sta progettando di aumentare la capacità della produzione petrolifera a 4,7 milioni di barili al giorno nel lungo termine, in un'intervista esclusiva con "Argus", media con sede a Londra. Secondo i rapporti mensili dell'Opec, i dati di febbraio hanno dimostrato che la produzione petrolifera iraniana è aumentata e ha raggiunto i 3,8 milioni di barili al giorno. Zangeneh ha detto nel frattempo che l'Iran sarà vincolato alla decisione dell'Opec di estendere di altri nove mesi l’accordo sul taglio dell’output raggiunto lo scorso 25 maggio durante la 172ma riunione a Vienna insieme ai principali produttori al di fuori del Cartello, tra cui la Russia. Il ministro ha inoltre aggiunto che Teheran prevede di diversificare i propri mercati petroliferi e di esportare il greggio in Africa e in Europa, compresa l'Europa settentrionale, mantenendo le sue quote in Asia sud orientale.

Secondo il ministro del Petrolio iraniano, il paese ha nuovi clienti che stanno trasportando il petrolio iraniano verso l’Europa, tra cui la russa Lukoil e la francese Total. Zangeneh ha rivelato inoltre che l’Iran vende circa 100 mila barili di petrolio al giorno ad un’altra società petrolifera russa. Parlando in merito agli effetti delle nuove politiche statunitensi, fortemente anti-iraniane, il ministro ha sottolineato che per ora non vi sono effetti negativi. "Siamo vicini a raggiungere un accordo con Total per lo sviluppo della fase 11 di South Pars", ha osservato Zangeneh. Il ministro ha inoltre ricordato che il paese sta avendo colloqui con altri colossi del settore, come la danese Maersk, le russe Lukoil e Gazprom, l’indonesiana Pertamina e la tedesca Wintershall. (Irt)
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