FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Libia, intervista all'inviato speciale dell'Onu Bernardino Leon
Madrid, 06 ott 2015 10:41 - (Agenzia Nova) - Il rappresentante del segretario generale delle Nazioni Unite (Onu) per la Libia, Bernardino Leon, è appena rientrato da New York, dove venerdì scorso ha partecipato ad una importante riunione tra i principali attori della crisi libica, ed è già in partenza per Skhirate (Marocco) per cercare di concludere questa settimana un accordo di pace tra le differenti fazioni del paese nordafricano. Durante le brevi ore trascorse a Madrid, il funzionario Onu ha rilasciato una intervista al quotidiano "El Mundo", che ha sfruttato anzitutto per fare il punto della sua delicata missione di mediazione in Libia: "La risoluzione proposta (dall'Onu, ndr) appare ad oggi l'unica alternativa per il paese per uscire dalla crisi in cui è immerso", ammonisce Leon. A New York, "gli attori regionali e i due governi libici hanno già accettato l'accordo in via preliminare", spiega il mediatore. Manca però l'approvazione formale del parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, e del governo islamista di Tripoli. L'obiettivo "resta quello di istituire un governo di unità nazionale, ma non so se ce la faremo", ammette il funzionario, che prosegue: "Siamo di fronte a un bivio: se in poco tempo saremo in grado di istituire un governo di unità nazionale, allora inizieremo a costruire la pace. In caso contrario, continuerà la guerra". Alla domanda su quale sia la posta in gioco per la Spagna e per l'Europa nella crisi libica, Leon replica: "Un anno fa ho richiamato l'attenzione sulla presenza di alcune cellule del gruppo terroristico dello Stato islamico (Isis) nei pressi di Darna. Nel mese di febbraio il gruppo controllava una striscia di territorio della dimensione della regione spagnola dell'Estremadura, intorno a Sirte, compresa la costa. Oggi l'Isis in Libia è militarmente organizzato come in Iraq o in Siria. Per il momento stiamo parlando solo di circa 2 mila persone, ma se non siamo in grado di raggiungere un accordo sulla Libia avremo un problema molto difficile da gestire". "Non abbiamo nessuna informazioni in merito a minacce diretta contro la Spagna o un altro paese europeo situato nelle vicinanze della Libia. Tuttavia - ammonisce Leon - l'Isis è quello che è ed è più vicino a noi delle isole Canarie. L'Isis è una gravissima minaccia, e potrebbe dotarsi di aerei e missili". Sulla possibilità di un intervento militare in Libia, l'inviato Onu è molto chiaro: "Devono intervenire militarmente i libici, con l'aiuto internazionale. La comunità internazionale in questo momento è troppo occupata a gestire la situazione in Siria e Iraq e non deve pensare a un intervento militare in Libia. Se c'è unità, se le migliaia di persone che stanno combattendo le milizie sono unite sotto un unico coordinamento e sotto le forze di Intelligece della comunità internazionale, allora è ancora possibile agire per contrastare l'Isis". (Sit)
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