FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Regno Unito, la caduta della sterlina e l'aumento dell'inflazione alimentano i timori di un rallentamento
Londra, 25 ott 2016 10:46 - (Agenzia Nova) - Un'analisi del quotidiano britannico "The Guardian", basata su otto indicatori, descrive un quadro contrastante dell'economia del Regno Unito, "l'economia della Brexit", in attesa degli ultimi dati ufficiali sulla crescita, che saranno pubblicati giovedì e probabilmente indicheranno una resistenza del sistema tale da evitare la recessione nella seconda metà dell'anno: 0,3 per cento è la stima per il secondo trimestre, più che dimezzata rispetto alla precedente, dello 0,7; il Fondo monetario internazionale si aspetta l'1,8 per cento per l'intero 2016, l'espansione maggiore nel G7. L'elemento più rilevante a ottobre è stato l'ulteriore calo della sterlina, ora intorno a 1,22 dollari, il 18 per cento in meno rispetto al 23 giugno,il giorno del referendum sull'Unione Europea. Nel picco negativo, la quotazione è scesa a 1,15 per poi recuperare; la pressione è ripresa dopo l'annuncio della premier, Theresa May, dell'invocazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona entro marzo 2017. L'inflazione ha registrato un aumento superiore al previsto, arrivando all'uno per cento, il livello più alto da quasi due anni. Il deficit commerciale col resto del mondo si è ampliato (le importazioni sono cresciute più delle esportazioni). Le vendite al dettaglio sono rimaste stabili, per effetto del rincaro degli articoli di abbigliamento e delle condizioni meteorologiche (un settembre particolarmente caldo). A quattro mesi dal voto referendario ci sono segnali di allarme tra i consumatori sul peggioramento degli standard di vita, a causa della spinta inflazionistica indotta dalla sterlina debole e dal freno delle imprese sui salari. La flessione della moneta comincia a farsi sentire sulle aziende. La compagnia aerea Ryanair, ad esempio, ha avvertito che i profitti annuali potrebbero essere inferiori alle aspettative, mentre la catena di supermercati Tesco ha avuto una disputa col fornitore Unilever sull'aumento dei prezzi di alcuni popolari generi alimentari. Secondo David Blanchflower, docente di economia al Dartmouth College, negli Stati Uniti, ed ex membro del Comitato di politica monetaria della Banca d'Inghilterra, autore di un articolo pubblicato sul giornale, la Gran Bretagna si avvia verso uno "tsunami da Brexit"; il paese già risente dell'aumento dell'inflazione, della lenta crescita salariale (ulteriormente rallentata, dal 2,4 al 2,3 per cento) e di effetti negativi sul mercato del lavoro, nonostante i dati ufficiali indichino un tasso di disoccupazione stabile al 4,9 per cento. Andrew Goodwin, economista di Oxford Economics, sottolinea soprattutto la pressione sui prezzi, sia all'ingrosso che al dettaglio; l'inflazione al consumo dovrebbe avere un'accelerazione nei prossimi mesi e collocarsi mediamente intorno al 2,7 per cento nel 2017. Per Andrew Sentance, altro ex membro del Comitato di politica monetaria, l'inflazione all'uno per cento è la punta di un "iceberg inflazionistico" creato dalla recente caduta della sterlina. La situazione delle finanze pubbliche si è deteriorata: il governo ha preso in prestito due miliardi di sterline più del previsto a settembre per far fronte alla riduzione del gettito fiscale. Il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, intenzionato ad allentare l'austerità, ha davanti una sfida impegnativa in vista della presentazione della Dichiarazione d'autunno sulla spesa. Tra le note positive, il livello della fiducia, sostenuto dall'intervento della Banca d'Inghilterra sui tassi di interesse. (Sit)
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