SPECIALE DIFESA
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Speciale difesa: Iraq, gli ordigni esplosivi frenano l’avanzata dell’esercito nell’Anbar
Baghdad, 21 set 15:45 - (Agenzia Nova) - L’avanzata delle forze dell’esercito iracheno contro lo Stato islamico nella provincia di Anbar, ad ovest di Baghdad, sta registrando dei rallentamenti a causa della massiccia presenza sul terreno di ordigni esplosivi lasciati dai terroristi islamici. I militari di Baghdad sono giunti nel distretto di Anah dove le tante mine lasciate sul terreno rallentano l’avanzata dell’esercito verso il confine siriano. Intanto ieri le truppe irachene con l’aiuto delle milizie tribali sunnite hanno iniziato le operazioni per la riconquista di Anah e distano solo poche centinaia di metri dalla città. L’avanzata nell’area desertica dell’Anbar, che gode della copertura dei caccia della Coalizione internazionale contro il terrorismo, va avanti su tre direttrici e punta ad al Qaim al confine con la Siria che è ora la nuova roccaforte dello Stato islamico.

Le forze armate irachene hanno annunciato sabato 16 settembre di aver iniziato un'offensiva per cacciare lo Stato islamico (Is) da un'area al confine con la Siria, a sud dell'Eufrate nella provincia di Anbar. Secondo quanto riferito da Abdel Amir Yarallah, capo del comando congiunto delle forze irachene, "l'Esercito, le milizie Hashd al Shaabi (Unità di mobilitazione popolare a maggioranza sciita, Pmu) e le guardie di frontiera hanno iniziato l'operazione per liberare la zona di Akashat" che si trova vicino al Qaim, una delle poche roccaforti rimaste in mano allo Stato islamico, al confine con la Siria. L'obiettivo è infatti quello di lanciare nei prossimi giorni un'operazione per liberare al Qaim. Secondo l'esercito iracheno, ad Akashat sono rimaste circa 300 famiglie di civili. Imed Meshaal, sindaco di Rutba, città dell'Anbar liberata lo scorso anno dal giogo dell'Is, ha spiegato che il gruppo jihadista ha trasformato l'area di Akashat, una volta importante per la produzione di fosfati, in un "hub" per lo smistamento di armi con campi di addestramento e centri di comando. In tutta la zona di al Qaim dovrebbero essere presenti poco più di 1.500 miliziani dello Stato islamico. (Irb)
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