SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Cipro, scambi di accuse tra Grecia e Turchia su responsabilità fallimento negoziati Crans-Montana
Atene, 10 lug 16:00 - (Agenzia Nova) - La Grecia è tornata a criticare la Turchia, imputando ad Ankara la responsabilità del fallimento dei negoziati sulla questione cipriota a Crans-Montana, in Svizzera. "La Turchia ha volutamente portato ad una impasse la Conferenza di Crans-Montana", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Atene, nel quale si evidenzia che Ankara ha rivelato le sue "reali intenzioni" riguardo il mantenimento dei suoi militari nella parte settentrionale dell'isola "contro il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite". In particolare - prosegue il comunicato - la Turchia si è rifiutata di firmare delle garanzie scritte sulla volontà di procedere ad un graduale ritiro dei suoi militari dall'isola del Mediterraneo orientale. Secondo quanto denuncia la Grecia, il vero scopo della Turchia è quello di preservare i "diritti" di intervento a Cipro. Il portavoce del ministero degli Esteri turco, Huseyin Muftuoglu, ha accusato invece il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias: "Sembra essersi scordato che è stato lui, con il suo comportamento, a fare sì che la precedente conferenza su Cipro a gennaio non durò oltre un solo giorno". "Anche questa volta è stato confermato che non si potrà raggiungere un accordo senza la buona fede e la volontà politica", ha aggiunto il portavoce di Ankara.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha intanto annunciato che nella settimana del 17 luglio farà il punto della situazione sulla questione di Cipro dopo il fallimento dei negoziati in Svizzera. Dieci giorni di negoziati a Crans-Montana, allargati alle “potenze garanti”, non sono bastati per trovare un accordo sulla riunificazione di Cipro. "Sfortunatamente un accordo non è stato possibile, e la conferenza è stata chiusa senza la possibilità di arrivare ad una soluzione al drammatico e annoso problema", ha annunciato il segretario generale Onu Antonio Guterres venerdì mattina. Il principale nodo irrisolto si è confermato essere quello del ritiro delle truppe turche nella parte settentrionale di Cipro e dell'abolizione del trattato di garanzia del 1960, punti sui quali le posizioni di Grecia e Turchia si sono confermate irrimediabilmente inconciliabili. Per trovare un accordo sul punto, non sono serviti i dieci giorni di permanenza nella località svizzera da parte dei ministri degli Esteri di Grecia e Turchia, Nikos Kotzias e Mevlut Cavusoglu, due delle “potenze garanti” a Cipro insieme al Regno Unito.

Proprio sulla necessità del superamento del trattato di garanzia, al fine di rendere Cipro “uno stato normale” secondo le parole del ministro degli Esteri greco, sono scaturite le prime divisioni tra Atene e Ankara nel corso del negoziato in Svizzera. La Grecia ha presentato nei giorni scorsi una proposta per il superamento del trattato di garanzia e per la necessità di procedere con un graduale ma completo ritiro dei militari turchi da Cipro. Ma il ministro degli Esteri turco si è opposto fermamente, scartando categoricamente l’ipotesi di un completo ritiro dei militari di Ankara presenti nella parte settentrionale di Cipro sin dal luglio 1974. “I militari turchi rimarranno a Cipro anche nel caso di un accordo per la riunificazione dell'isola”, ha affermato nei giorni scorsi Cavusoglu, rimarcando la posizione di Ankara. Cavusoglu ha aggiunto che chiunque "sogni" di rimuovere le truppe turche dall'isola "deve svegliarsi". Dall’altra parte il governo di Atene, così come il presidente cipriota Nicos Anastasiades, non sembrano disposti ad accettare un compromesso che non preveda il graduale ma completo ritiro delle “truppe di occupazione” nella parte settentrionale di Cipro. (Gra)
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