SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: possibile partecipazione Teheran a progetto multinazionale fusione nucleare Iter
Teheran, 14 lug 2016 14:15 - (Agenzia Nova) - L’Iran potrebbe prendere parte al progetto di ricerca multinazionale nel comparto della fusione nucleare Iter. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Fars”, Teheran ha raggiunto un accordo con Parigi per poter partecipare al programma per la realizzazione del reattore sperimentale termonucleare noto come “Iter” che sorgerà nel sud della Francia. La notizia giunge a un anno dalla firma dell’accordo sul programma nucleare iraniano avvenuta il 14 luglio 2015 a Vienna. Per il momento la notizia deve essere confermata, ma il portavoce dell’ Organizzazione iraniana per l’energia atomica (Aeoi), Behrouze Kamalvandi, ha precisato che i funzionari iraniani hanno raggiunto un accordo generale con la Francia per una futura cooperazione congiunta nel mega progetto. L’accordo tra Teheran e Parigi sarebbe stato sottoscritto nel quadro di una visita al quartier generale di Iter di Cadarache da parte del capo dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana (Aeoi), Ali Akbar Salehi. Il viaggio del responsabile dell’Aeoi era stato organizzato proprio per discutere l’eventuale adesione dell’Iran al progetto Iter lanciato 10 anni fa da Unione Europea, Stati Uniti, Cina, India, Giappone, Russia e Corea del Sud. L’accordo sul nucleare iraniano offre a Teheran la possibilità di cooperare con la Comunità internazionale nell’ambito dello sviluppo del nucleare civile. Infatti l’obbiettivo del Programma globale d’azione congiunto (Jcpoa) è bloccare la capacità di produzione di uranio arricchito necessario per la costruzione di ordigni nucleari. Iter è un reattore sperimentale, il cui scopo principale è il raggiungimento di una reazione di fusione stabile (500 megawatt prodotti per una durata di circa 60 minuti) per trovare conferma e nel caso aumentare le attuali conoscenze sulla fisica del plasma. L'energia in eccesso ottenuta dalla reazione nucleare non sarà immessa sulla rete elettrica, né utilizzata per scopi commerciali. Nel corso della costruzione e dell'esercizio di Iter saranno integrate e collaudate molte delle soluzioni tecnologiche nel campo della criogenia, della superconduttività e delle tecniche di vuoto spinto necessarie per il futuro prototipo di centrale elettrica a fusione, denominato Demo. Più di 40 differenti sistemi di monitoraggio saranno installati all'interno di Iter per ottenere il maggior numero possibile di informazioni sul comportamento del plasma alle condizioni operative previste per la fusione nucleare. Lo scorso 16 giugno 2016 il consiglio direttivo di Iter ha posticipato ufficialmente la data per l’accensione del primo reattore, prevista inizialmente per il 2020, alla fine del 2025, con un considerevole aumento dei costi, che secondo le ultime stime potrebbero aumentare di altri 4 miliardi di euro portando il costo del progetto a 14 miliardi di euro. (Irt)
ARTICOLI CORRELATI