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Auto: Algeria, slitta di nuovo l’inaugurazione dell'impianto Iveco
Algeri, 17 lug 12:20 - (Agenzia Nova) - L’inaugurazione prevista domani dell’impianto di assemblaggio dei veicoli Iveco a Ouled Hadadj, a est di Algeri, è stata nuovamente rimandata. Il gruppo Ival, rappresentante ufficiale del marchio italiano Iveco in Algeria, ha riferito attraverso un comunicato stampa che l’avvio delle attività è previsto nel mese di settembre. Una fonte vicina al dossier ha riferito ad “Agenzia Nova” che questo ritardo sarebbe dovuto all’impossibilità dei vertici di Iveco di essere presenti alla cerimonia d’inaugurazione a causa di un fitto programma di appuntamenti. Lo scorso 18 giugno, l’amministratore delegato di Ival, Mohamed Bairi, aveva dichiarato al sito web informativo “TS Algerie” che la consegna dei primi veicoli era prevista tra fine luglio e inizio agosto. "Inizieremo con una sola linea della capacità di 650 veicoli l'anno. Useremo il sistema Complete Knock Down (assemblaggio completo di un prodotto industriale partendo da zero)", aveva detto Bairi. L’impianto dovrebbe assemblare a pieno regime i veicoli pesanti Iveco Daily (da 3,5 a 7 tonnellate), Iveco Eurocargo (da 14 a 19 tonnellate) e Iveco Trakker (da 26 a 100 tonnellate). Il complesso è gestito, progettato e realizzato da ingegneri italiani della casa madre Iveco.

Sullo slittamento, in realtà, potrebbero aver pesato le recenti dichiarazioni del ministro algerino dell’Industria e delle miniere, Bedda Mahdjoub, il quale ha minacciato di chiudere gli impianti di assemblaggio dei veicoli che non rispetteranno le regole sulle importazioni. Secondo le nuove regole, infatti, almeno il 40 per cento dei nuovi veicoli assemblati in Algeria dovrebbe contenere pezzi prodotti localmente, mentre ora questo tasso oscilla tra lo 0 e il 5 per cento. Il ministro algerino ha detto in parlamento che non intende più accettare questa situazione e che le autorità procederanno alla chiusura degli impianti che continueranno a ignorare tali disposizioni. Mahdjoub ha spiegato che l’Algeria ha necessità di ridurre il deficit della bilancia commerciale e che il paese non può permettersi di continuare ad importare il 100 per cento delle parti utilizzate negli impianti di assemblaggio di veicoli.

Per quanto riguarda le importazioni di veicoli interamente assemblati, il ministro algerino ha detto che le licenze per l’import dovrebbero essere consegnate ai concessionari nei prossimi giorni o, al più tardi, nelle prossime settimane. La quota dovrebbe essere limitata a 25.000 veicoli nel 2017, il livello più basso degli ultimi anni. Il calo delle importazioni e la creazione dei nuovi impianti potrebbero tuttavia portare a un’impennata dei prezzi delle automobili. Oggi una vettura Renault Sandero, ad esempio, costa già 16.000 euro contro i 9.000 euro di pochi anni fa. Mahdjoub ha promesso che rivedrà questa politica. Tuttavia, le parole del ministro algerino rendono incerto il futuro delle case automobilistiche straniere in Algeria. Per la maggior parte di loro, infatti, è molto difficile assemblare veicoli senza mandare le parti di ricambio dalla madrepatria.

Rischia di slittare anche la commercializzazione, prevista ad agosto, dei nuovi modelli della casa automobilistica tedesca Volkswagen prodotti a Ghelizane, nell’Algeria occidentale. Il direttore generale di Sovac (importatore locale di auto Volskwagen), Mourad Almi, aveva detto lo scordo 13 giugno che il governo dovrebbe sviluppare “una politica chiara nel medio e lungo termine per passare dalla fase di assemblaggio alla creazione di un settore automobilistico integrato in Algeria entro dieci anni”. Il marchio tedesco mira attraverso l'impianto di Ghelizane a rendere l'Algeria “un futuro hub per esportare automobili e pezzi di ricambio in Africa”, aveva detto Almi. “Il nostro obiettivo è quello di essere al primo posto nel Maghreb nell'esportazione dei pezzi di ricambio. È irragionevole che la Tunisia esporti 5 miliardi di dollari e le esportazioni del Marocco siano di oltre 7 miliardi di dollari in un settore in cui l’Algeria non è nemmeno presente, pur avendo un’industria automobilistica altamente dinamica”. Nel corso del 2016 in Algeria sono stati importati 98 mila veicoli per un valore di circa 1,29 miliardi di dollari, contro i 2,04 miliardi di dollari dell’anno precedente, secondo i dati delle dogane. L'Algeria ha deciso di ridurre drasticamente le importazioni di veicoli spingendo le case automobilistiche a realizzare impianti di assemblaggio nel paese ed entrare così nel mercato algerino. Il 2017 dovrebbe vedere l'inizio della produzione di diversi impianti di assemblaggio di veicoli come Hyundai, Volkswagen e Renault.

Il gruppo industriale algerino Cevital ha annunciato recentemente l’ingresso nel settore automobilistico del paese nordafricano in partnership con i sudcoreani di Hyundai Motor. Il ministero dell'Industria e delle Miniere algerino, infatti, ha approvato il progetto per realizzare una fabbrica di componenti per auto di Hyundai Motor Cevital Algeria. L’impianto sorgerà a Blida, 45 chilometri a sud ovest della capitale Algeri, su una superficie di 3.800 metri quadrati. La casa automobilistica Peugeot-Citroen è pronta a realizzare un impianto di assemblaggio veicoli in Algeria e aspetta solo l'autorizzazione finale da parte delle istituzioni locali. Anche la casa automobilistica cinese Beijing Automotive (Baic) ha presentato un progetto per realizzare un impianto di assemblaggio di veicoli nel paese arabo, in collaborazione con il partner locale, Sariak Auto Handler. La fabbrica della Baic sorgerà nel governatorato di Batna, 300 chilometri a sud-est di Algeri, entro il 2017, in concomitanza con l'arrivo della casa automobilistica cinese nel mercato algerino. L'investimento dovrebbe creare 1.500 posti di lavori diretti, 500 indiretti, per una capacità produttiva di 6.000 unità il primo anno, fino ad un massimo di 35.000 unità a pieno regime dopo il terzo anno di attività. Il nuovo impianto sarà realizzato in partnership tra la società algerina Sariak Auto Handler (75 per cento) e il gruppo cinese Baic (25 per cento). (Ala)
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