IRAQ
 
Iraq: morto Nawshirwan Mustafa, leader del partito curdo Gorran
Baghdad, 19 mag 11:33 - (Agenzia Nova) - Il leader del partito Gorran, il Movimento per il cambiamento del Kurdistan iracheno, Nawshirwan Mustafa è morto oggi all'età di 73 anni dopo una lunga malattia. "Con grande dolore il combattente e leader della nostra nazione Nawshirwan Mustafa è morto oggi dopo una lunga battaglia con la malattia", si legge in un comunicato del partito. "Oltre a esprimere le condoglianze alla sua famiglia, il nostro partito e la nostra nazione ribadiscono che seguiremo il camino e il programma di questo grande leader al servizio del Kurdistan", continua la nota. I funerali di Mustafa si terranno domani secondo quanto annunciato dal portavoce del Gorran, Shorish Haji. Mustafa ha fondato il Gorran, nato da una scissione dell'Unione patriottica del Kurdistan (Puk), nel 2006, tre anni dopo il partito politico ha ottenuto 25 seggi alle consultazioni parlamentari del 2009. Alle successive elezioni del 2013 il Gorran ha ottenuto 24 seggi ed è entrato a far parte del governo regionale. Mustafa è stato uno dei fondatori del Puk nel 1976 insieme all'ex presidente iracheno Jalal Talabani.

Negli ultimi mesi si è riacceso nella regione del Kurdistan iracheno il dibattito sull'indipendenza. I principali partiti politici sono in trattative per indire un referendum entro la fine dell'anno. L’Unione patriottica del Kurdistan (Puk), da parte sua, ha dato il proprio assenso alla nomina di un nuovo presidente del parlamento regionale così da consentire la ripresa dei lavori dell’assemblea parlamentare e consentire quindi un voto sull'indizione del referendum. Fonti del Puk hanno riferito all’emittente curda “Nrt” che il consiglio direttivo del partito ha discusso della ripresa dei lavori parlamentari per l’indizione entro l’anno del referendum sull’indipendenza. “Vogliamo essere chiari – ha detto il vicesegretario del Puk, Kosrat Rasul – noi non possiamo fare niente senza la collaborazione del Partito democratico del Kurdistan”. In base ad un presunto accordo con il Partito democratico del Kurdistan (facente capo al presidente della regione Massoud Barzani), l’attuale presidente del parlamento, Yousif Mohammed, appartenente al gruppo politico Gorran, dovrebbe essere sostituito da un collega di partito.

Il Gorran ha posto come condizione per l'indizione del referendum la ripresa delle attività parlamentari. “La convocazione del referendum e l’indipendenza del Kurdistan sono principi fondanti del partito Gorran dalla sua formazione – ha spiegato recentemente il portavoce della formazione politica all’agenzia di stampa curda 'Rudaw'-. E’ una causa nazionale che però non dovrebbe essere discussa da due partiti politici. Dovrebbe essere invece dibattuta e votata in parlamento, la più alta istituzione nella regione”.

In realtà il Puk e il Pdk hanno emesso un comunicato congiunto in cui auspicano una ripresa dei lavori parlamentari, interrotti un anno e mezzo fa. Le delegazioni dei due gruppi politici, guidate dal presidente Barzani e da Kosrat Rasul, del Puk, si sono incontrate per concordare le prossime iniziative necessarie per la convocazione della consultazione popolare. Il Pdk di Barzani sostiene che non sia necessario un mandato parlamentare per indire il referendum, mentre il Puk, insieme al partito Gorran, insistono da tempo sulla necessità di un voto dei deputati. Puk e Gorran hanno organizzato un incontro sul tema dell'indipendenza e hanno espresso il loro appoggio anche all'indizione del referendum in aree contese con il governo di Baghdad, come Kirkuk, chiedendo però che sia il parlamento a convocarlo.

Le delegazioni del Puk e del Pdk si sono già incontrate quattro volte nel 2017. Lo scorso 11 aprile, i due partiti hanno deciso di formare una commissione formata dai delegati di sette formazioni politiche, cinque partiti curdi e due esponenti delle minoranze turcomanna e cristiana per preparare il referendum. Per ora però la commissione non è stata ancora istituita a causa della posizione assunta dal Gorran, le cui divergenze con il Pdk un anno e mezzo fa hanno portato ad un'interruzione dei lavori parlamentari. Nell'ottobre 2015 il presidente del parlamento curdo Mohammed Sadiq è stato minacciato da una milizia considerata vicina al Pdk e non è più tornato a Erbil. (Irb)
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