LIBIA-ITALIA
 
Libia-Italia: ministro Interno Minniti, visita a Tripoli "passo importante" per sicurezza confini marittimi
 
 
Tripoli, 15 mag 2017 18:59 - (Agenzia Nova) - Un passo importante nel controllo della sicurezza di confini marittimi della Libia, con l'obiettivo di porre fine alle morti dei migranti nel Mediterraneo: così il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, ha definito oggi la sua visita a Tripoli in una dichiarazione ai giornalisti presso la base navale di Abu Seta, a pochi chilometri dal centro della capitale libica. Il titolare del Viminale ha incontrato, fra gli altri, il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, il ministro dell’Interno plenipotenziario, Aref al Kuja, il direttore dell’autorità portuale, Mongi Rajibi e il comandante della Guardia costiera, Abdallah Tumiya. Presente anche il segretario generale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Elisabetta Belloni, come confermato anche dalla Farnesina, oltre all’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone. “Siamo venuti qui per ricevere le prime quattro motovedette che sono arrivate dall’Italia”, ha detto Minniti.

“Sono motovedette libiche con personale operativo libico che è stato formato in Italia”, ha precisato il titolare del dicastero dell’Interno. “Si tratta di ufficiali capaci che da questo momento in poi potranno contribuire ad una doppia operazione: la prima quella del controllo delle acque territoriali libiche, importantissima per la stabilità di questo paese; la seconda è quella di contribuire insieme con gli altri paesi l’Europa, inclusa l’Italia, alla sicurezza del Mediterraneo centrale, con la capacità di intervento contro i trafficanti di esseri umani e con un’azione di prevenzione nei confronti del terrorismo”, ha detto Minniti. Il ministro ha visitato il primo gruppo di motovedette consegnate dall'Italia. “Nelle prossime settimane completeremo la formazione del personale e procederemo alla consegna di altre sei motovedette, con l’obiettivo di arrivare ad un complesso di dieci motovedette”, ha spiegato Minniti, annunciando che il nuovo contingente "farà della Guardia costiera libica una delle più importanti dell’Africa”.

La scorsa settimana il coordinamento tra la Guardia costiera libica e italiana ha portato al primo salvataggio in mare di 498 migranti al largo delle coste di Sabrata, nella Libia occidentale. L’11 maggio si è tenuta nella capitale libica una riunione del Comitato misto per la lotta contro l'immigrazione illegale tra Italia e Libia, nel quale è stato fatto il punto sul programma di rafforzamento delle capacità della Guardia costiera e della Guardia di frontiera del paese nordafricano. Durante la riunione è stata espressa soddisfazione per l'operazione di salvataggio dei 500 migranti.

Almeno 53.386 migranti e rifugiati sono entrati in Europa attraverso le rotte del Mediterraneo dall’inizio dell’anno fino al 7 maggio scorso, mentre oltre 1.309 persone hanno perso la vita in mare, secondo gli ultimi dati pubblicati il 12 maggio dall’Organizzazione internazionale per i migranti (Oim). La stragrande maggioranza dei migranti (45.086) sono giunti in Italia. Un totale di 1.222 persone sono morte o date per disperse lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia. Gli arrivi complessivi sono inferiori rispetto ai 187.970 ingressi dello stesso periodo del 2016, quando oltre 155 mila persone (in gran parte profughi siriani) erano arrivate in Grecia dalla Turchia attraversando il Mediterraneo orientale. La cosiddetta rotta balcanica è stata chiusa in seguito all’accordo fra Ankara e Unione europea del 18 marzo 2016.

Nei colloqui con il premier al Sarraj vi è stata una “piena condivisione piena di obiettivi”, ha detto ancora Minniti. “Oggi segniamo un passo importante per quanto riguarda il controllo e la sicurezza di confini marittimi della Libia. Stiamo lavorando per quanto riguarda la sicurezza del confine meridionale della Libia”, ha aggiunto Minniti. “C’è stata una piena identità di vedute con l’obiettivo di implementare il memorandum of understanding che è stato firmato tra l’Italia e la Libia il 2 febbraio a Roma”. L’accordo prevede che la parte italiana si impegni a fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l'immigrazione clandestina. Non solo: l’intesa prevede anche il completamento del sistema di controllo dei confini terrestri del sud della Libia, adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza, la formazione del personale libico all’interno dei centri di accoglienza, sostegno alle organizzazioni internazionali presenti e che operano in Libia nel campo delle migrazioni a proseguire gli sforzi mirati anche al rientro dei migranti nei propri paesi d'origine.

“Sappiamo perfettamente che la Libia e l’Italia sono entrambe vittime del traffico di esseri umani”, ha aggiunto ancora Minniti. “Da qui un impegno senza quartiere alla sconfitta di coloro che non hanno alcun rispetto per la vita degli altri, innanzitutto per la vita di donne e bambini. Nel momento in cui siamo qui oggi a dirci queste cose il nostro pensiero va agli uomini, alle donne e ai bambini che hanno perso la vita e perdono quotidianamente la vita nel Mediterraneo. Tutto questo deve cessare. Questo è l’impegno comune del governo italiano e del governo libico”, ha concluso Minniti.

Secondo quanto riferisce una nota pubblicata sul profilo Facebook del governo di Tripoli, al centro dei colloqui tra al Sarraj e Minniti vi è stata la cooperazione bilaterale nel settore della sicurezza, così come il rafforzamento delle capacità della Guardia costiera libica. Il premier libico e il ministro italiano hanno discusso anche delle modalità per "formare i dirigenti libici che si occupano di sicurezza delle frontiere e di lotta all’immigrazione illegale". Inoltre, prosegue la nota del governo di Tripoli, il capo del Consiglio di presidenza e il responsabile del Viminale "hanno affrontato il tema della strumentazione da fornire al personale libico". L’ambasciata d’Italia a Tripoli, da parte sua, ha riferito che al Sarraj che sottolineato che Italia e Libia sono sullo stesso fronte per quanto riguarda la lotta contro il traffico di esseri umani. Il primo ministro libico ha inoltre osservato che per una efficace azione contro il traffico illegale di persone è necessario concentrare gli sforzi nel sud della Libia.

I ministri dell'Interno di Italia e Germania, Minniti e Thomas de Maizière, in una lettera datata 11 maggio inviata alla Commissione europea hanno chiesto una missione Ue alla frontiera tra la Libia e il Niger. Secondo quanto riporta oggi il sito web informativo "Euractiv", nella lettera De Maizière e Minniti si dicono "convinti che sia necessario fare di più" per "prevenire che centinaia di migliaia di persone rischino ancora le loro vite in Libia e nel Mar Mediterraneo, nelle mani dei trafficanti". Nella lettera, in cui si ricorda che il 97 per cento dei migranti irregolari arrivati in Italia provengono dalla Libia, si chiede la messa a punto di una missione Ue ai confini tra la Libia e il Niger "il prima possibile". (Lit)
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