IRAQ
 
Iraq: Mosul, forze irachene completano conquista distretto al Arabi dopo tre giorni di scontri
Baghdad, 22 gen 15:46 - (Agenzia Nova) - Dopo tre giorni di intensi combattimenti contro lo Stato islamico (Is), le forze di sicurezza irachene sono riuscite a liberare questo pomeriggio l’intero distretto nord orientale di al Arabi, nella parte est di Mosul. Lo riferisce l’agenzia di stampa della regione autonoma del Kurdistan iracheno “Rudaw”, che in precedenza aveva diffuso la notizia di intensi scontri nell’area tra combattenti dell’Is e forze irachene, nonostante l’annuncio della liberazione del distretto fatta dai vertici militari lo scorso 20 gennaio. L’agenzia curda conferma che ora la zona è sotto il pieno controllo della sedicesima divisione dell’esercito iracheno che si sta preparando a sferrare l’attacco contro il distretto di Rashidiyah sempre nella parte settentrionale della città.

Lo scorso 18 gennaio il premier iracheno, Haider Abadi, ha annunciato che l’esercito iracheno ha avviato la fase dell’offensiva contro le postazioni dello Stato islamico presenti nella parte ovest di Mosul. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Baghdad, al termine del Consiglio dei ministri, Abadi ha affermato che “le nostre forze hanno iniziato a muoversi verso la parte ovest di Mosul” senza fornire ulteriori particolari. Per Abadi “l’operazione militare a Mosul è un successo e sta salvando la vita dei cittadini, mentre le capacità dello Stato islamico si sono indebolite molto”.

Secondo quanto emerge da un rapporto pubblicato dall’istituto di ricerca Ihs Markit, con sede a Londra, lo Stato islamico ha perso il 23 per cento del suo territorio in Iraq e in Siria nel corso del 2016. Nell’anno appena trascorso, il sedicente califfato ha perso 17.600 metri quadrati di territorio, passando da 78 mila a 60.400 metri quadrati. “Lo Stato islamico ha registrato perdite di territorio senza precedenti nel 2016, incluse aree vitali per il progetto di governance del gruppo”, si legge nel rapporto, secondo il quale l’Is potrebbe essere cacciato da Mosul, sua ultima roccaforte nel nord dell’Iraq, entro pochi mesi. “Ci aspettiamo che le forze irachene riprendano Mosul prima della seconda metà dell’anno”, ha detto Columb Strack, responsabile per il monitoraggio dei conflitti di Ihs. L’offensiva per strappare Mosul al giogo dell’Is è iniziata il 17 ottobre scorso e attualmente le forze irachene sono vicine alla conquista di tutta la parte orientale della città, a est del fiume Tigri.

A Raqqa, invece, capitale di fatto dell’Is in Siria, l’operazione contro il gruppo jihadista procede più lentamente. “Raqqa rappresenta la base dello Stato islamico ed essi non intendono lasciarla senza combattere”, si legge nel rapporto di Ihs Markit. “Ci vorrà probabilmente un maggiore intervento di terra da parte di uno degli attori esterni, Stati Uniti, Turchia, Russia o forze governative siriane appoggiate dall’Iran, per espellere lo Stato islamico da Raqqa nel 2017”, aggiungono gli analisti di Ihs. A partire dal 5 novembre scorso un’alleanza di forze curdo-arabe sta combattendo nelle aree intorno a Raqqa e il 10 dicembre 2016 le Forze siriane democratiche (composte in gran parte da miliziani curdi) hanno annunciato l’inizio della seconda fase dell’operazione per isolare la città e consentirne la liberazione dalla presenza jihadista. (Irb)
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