SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Gibuti, inaugurato collegamento ferroviario rapido con Addis Abeba
Gibuti, 10 gen 2017 18:15 - (Agenzia Nova) - Dopo essere stata inaugurata in Etiopia lo scorso 5 ottobre, la ferrovia Addis Abeba-Gibuti è stata inaugurata ieri anche nel piccolo stato dell’Africa orientale, rendendo sempre più vicina la messa in servizio della linea, che consentirà il trasporto di merci e persone lungo un tratto di 752 chilometri. La cerimonia, alla quale hanno preso parte il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, e il primo ministro etiope, Hailemariam Desalegn, avrebbe dovuto avere luogo il 3 novembre scorso, ma è stata rimandata a causa dei disordini registrati in Etiopia e dei problemi di alimentazione elettrica. Un ritardo che, tuttavia, non dovrebbe impedire ai treni di circolare regolarmente a partire dalla prima metà di gennaio, hanno garantito le autorità.

Risultato di quattro anni di lavori affidati a un consorzio cinese, la ferrovia collegherà la capitale etiope e il porto di Gibuti in un lasso di tempo che va dalle 8 alle 12 ore, rispetto ai tre giorni necessari per raggiungere il porto in auto. I convogli merci potranno circolare fino a una velocità di 90 Km/h e potranno trasportare materiale fino a 3.500 tonnellate, laddove ai treni adibiti al trasporto passeggeri sarà consentito circolare a una velocità di 120 Km/h e trasportare fino a 3.700 persone. Ma la linea, la prima ferrovia elettrica nel continente, sarà destina soprattutto al trasporto delle merci, con l’obiettivo di facilitare il transito delle circa 11,3 milioni di tonnellate di merci in arrivo ogni anno al porto di Gibuti.

Il progetto, inaugurato in pompa magna dalle autorità dei due paesi, è solo il primo tratto della rete ferroviaria che il governo di Addis Abeba vuole sviluppare per moltiplicare l’accesso dei sui prodotti sui mercati esteri. Secondo quanto reso noto dal governo etiope, l’esecutivo sta lavorando alla riabilitazione di otto linee ferroviarie, per un totale di 5 mila chilometri, di qui al 2020, per collegare il paese con Kenya, Sudan e Sud Sudan. Nel lungo termine, l’ambizioso progetto del governo etiope punta a collegare il paese con il Golfo di Guinea, realizzando una vera e propria ferrovia trascontinentale, che abbia a N’Djamena e Bangui i suoi snodi principali.

Al progetto guarda con interesse il governo di Pechino, tra i principali investitori esteri nel continente. Con il suo sbocco sul Golfo di Aden e il Mar Rosso, Gibuti rappresenta un avamposto ideale per la cosiddetta via della seta marittima, iniziativa lanciata dal governo cinese nel 2013 che punta a incrementare gli investimenti e gli scambi interregionali lungo la storica via della seta. Del progetto fa parte anche il mega progetto del Corridoio economico Cina-Pakistan, che mira a collegare il porto di Gwadar, nel sud-ovest del Pakistan, con la regione cinese di Xinjiang, nel nord-ovest della Cina. Se tale progetto andrà in porto, fornendo alla Cina uno sbocco sull’Oceano Indiano e un collegamento al Golfo di Aden e al Mar Rosso come via di accesso per il Mediterraneo, Pechino potrebbe ulteriormente rafforzare la sua presenza militare nell’area, specie nell’ambito delle operazioni anti-pirateria.

Non a caso, lo scorso febbraio il ministero della Difesa cinese ha annunciato l’inizio dei lavori di costruzione di una base navale in Gibuti, la prima nel suo genere in Africa. Secondo Pechino “la base servirà ad effettuare missioni anti-pirateria al largo della Somalia, fornire assistenza umanitaria e facilitare la partecipazione delle truppe cinesi alle missioni delle Nazioni Unite nel continente”. Un impegno militare, quello di Pechino, che va di pari passo con il crescere della presenza economica cinese nella regione. Lo scorso gennaio i governi di Cina e Gibuti hanno firmato un accordo relativo alla costruzione di una zona franca nel paese africano.

Allo sviluppo del piccolo paese dell’Africa orientale quale piattaforma di snodo per il commercio destinato a Europa e Asia guarda con forte interesse anche l’Etiopia, il cui governo sta puntando tutto sullo sviluppo dei settori agricolo e manifatturiero. Secondo l’ultimo rapporto della Banca mondiale il paese ha buone prospettive di crescita nei prossimi anni, anche grazie alla ferrovia Addis Abeba-Gibuti, “in grado di facilitare significativamente la logistica commerciale”. A questo si aggiunge la maggiore attenzione del governo sui nuovi parchi industriali (Hawassa e Bole-Lemi) e l'aumento della capacità nella produzione di energia, in parallelo al completamento delle linee di trasmissione ai paesi vicini (Sudan e Kenya); tutti elementi che miglioreranno le prestazioni delle esportazioni e stimoleranno ulteriormente la crescita a breve e medio termine. (Res)
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