TURCHIA
 
Turchia: vicepremier Kurtulmus, potrebbero esserci servizi segreti stranieri dietro l'attentato di capodanno a Istanbul
 
 
Ankara, 05 gen 2017 09:55 - (Agenzia Nova) - Il vicepremier Numan Kurtulmus ha suggerito che ci possano essere "servizi segreti stranieri" dietro l'attentato di capodanno nella discoteca Reina di Istanbul in cui sono morte 39 persone. Secondo Kurtulmus la "professionalità" con cui è stata realizzata l'azione terroristica indica che l'autore della strage non può aver agito da solo. "Sembra una cosa da servizi segreti - ha detto Kurtulmus -. Stiamo verificando tutte queste cose". Il vicepremier turco ha aggiunto che il governo e gli organi deputati alla sicurezza stanno valutando quali misure aggiuntive possano essere prese contro il terrorismo. "Dato che sono sostenuti da organizzazioni con capacità d'intelligence - ha detto ancora Kurtulmus - possono condurre atti terroristici in modi che i vostri sistemi di sicurezza non possono nemmeno immaginare".

Nel frattempo, nelle prime ore di oggi sono state arrestate altre persone sospettate di essere coinvolte nell'attentato del primo gennaio a Istanbul. Secondo quanto riferisce il quotidiano "Daily Sabah", la polizia di Istanbul ha condotto un'operazione nel distretto periferico di Silivri dopo aver ricevuto informazioni sulla presenza di individui che potrebbero essere legati all'attentato. Ieri invece le forze dell'ordine hanno fermato 40 persone in relazione alla strage di capodanno. Gli arresti sono avvenuti nella provincia di Smirne secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa “Dogan”. I fermati sarebbero venti minorenni, nove uomini e 11 donne, in gran parte provenienti dalla repubblica del Daghestan (Federazione russa), dalla regione cinese dello Xinijang (che i turchi chiamano Turkestan orientale) e dal Kirghizistan. In precedenza la polizia aveva arrestato altre 27 persone, inclusi i membri di tre famiglie presumibilmente legate all’attentatore, nel distretto di Buca, a Smirne. Sempre ieri il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha rivelato che le autorità hanno identificato l’attentatore, senza però fornire dettagli sulla sua identità. Secondo le ultime indagini, l’uomo, del quale la polizia turca ha diffuso una foto, è arrivato a Istanbul con la sua famiglia lo scorso 20 novembre (secondo alcuni media turchi dalla Siria) per poi proseguire per Ankara e raggiungere la città di Konya, nell’Anatolia centrale, il 22 novembre.

L’attentatore sarebbe stato accolto a Konya da un gruppo jihadista e avrebbe affittato una casa nella provincia. Secondo il quotidiano “Yeni Safak”, il giovane era noto con il nome in codice di “Abu Muhammed Horasani” e, in base ad informazioni riportate da un altro quotidiano turco sarebbe riuscito a fuggire dal luogo dell’attentato fingendosi ferito. Il quotidiano filogovernativo turco “Daily Sabah” riferisce che l’attentatore, prima di raggiungere il Reina la notte di capodanno, avrebbe chiamato dal taxi sul quale si trovava a bordo un leader jihadista locale, Yusuf Hoca, il quale gli avrebbe dato l’ordine di portare a termine l’atto terroristico. La polizia, nel frattempo, ha stabilito che l’attentatore è entrato in Turchia con un passaporto falso sia nel 2014 che nel 2015. (Tua)
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