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Ince: vertice capi di governo a Sarajevo, sicurezza e collegamenti presupposto dello sviluppo economico
Sarajevo, 13 dic 2016 15:14 - (Agenzia Nova) - La sicurezza e i progetti di costruzione di infrastrutture di collegamento rappresentano i presupposti principali per lo sviluppo dell'area centro europea. Lo ha dichiarato oggi il premier bosniaco, Denis Zvizdic, nel corso del summit dell'Iniziativa centro europea (Ince) tenutosi a Sarajevo. Zvizdic, il cui paese ha presieduto all'iniziativa nel corso del 2016, ha ceduto la presidenza all'omologo bielorusso Andrei Kobijakov. Il summit, organizzato al livello dei presidenti dei governi, ha a ogni modo visto la partecipazione di due soli premier, ovvero dei capi degli esecutivi della presidenza uscente e della presidenza nel corso del 2017. L'Italia, che inizialmente avrebbe dovuto essere rappresentata dal viceministro degli Esteri Benedetto Della Vedova, ha visto invece la presenza del l'inviato della Farnesina per il processo dei Balcani occidentali Michele Giacomelli.

Il rappresentante del ministero degli Esteri ha evidenziato che "nel corso dell'incontro di oggi sono stati affrontati tre temi importanti, quello della lotta al terrorismo, quello della migrazione e quello dei collegamenti". Dal punto di vista dei collegamenti, "l'Italia ha la responsabilità è l'onore di tenere la presidenza del Processo di Berlino (uno dei principali forum di cooperazione regionale) di quest'anno ed è impegnata a ottenere risultati concreti sul piano politico, sostenendo la parte europea dei paesi dei Balcani occidentali e sul piano economico". Nel corso della conferenza stampa a seguito degli incontri, il premier Zvizdic ha affermato che i paesi che aderiscono all'iniziativa hanno mediamente un Pil significativamente più basso dei paesi dell'Europa occidentale nonostante la presenza di "risorse naturali e umane che dovrebbero essere messe in funzione dello sviluppo economico". Tale sviluppo, a ogni modo, "è vincolato dalla sicurezza e dalla stabilità della regione, al pari dei collegamenti infrastrutturali".

Il premier bielorusso Andrej Kobijakov ha annunciato che sarà proprio quest'ultimo tema il centro dell'attenzione della presidenza dell’Ince da parte di Minsk nel corso del 2017. I partecipanti agli incontri odierni hanno convenuto sul fatto che "è necessario convenire gli sforzi per ripristinare la fiducia e rafforzare la cooperazione e la sinergia sul piano della sicurezza". I partecipanti al summit hanno inoltre ribadito che "i processi dell'integrazione europea hanno una grande responsabilità nella realizzazione degli obiettivi legati alla sicurezza e alla stabilità". La cooperazione regionale, si legge nella dichiarazione congiunta, "rappresenta una delle parti fondamentali di tali processi". In questo contesto, i partecipanti hanno riconosciuto l'importanza dell’Ince quale "partecipante attivo, che ha un forte ruolo nella promozione del dialogo politico tra i paesi membri".

Nel corso degli incontri di oggi è stata poi espressa "l'apertura a sostenere le politiche orientate sul ripristino della fiducia, sulla stabilità economica e la crescita dei paesi, in primo luogo instaurando collegamenti infrastrutturali ma anche istituzionali". Nella dichiarazione congiunta è stata inoltre evidenziata l'importanza della cooperazione con altre organizzazioni regionali europee e con istituti internazionali, in primo luogo con l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), con il Consiglio d'Europa e con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). I rappresentanti di Ince e di Oim hanno firmato oggi, ai margini del summit, l'Accordo di cooperazione. L'accordo è stato firmato dal segretario generale di Ince Giovanni Caracciolo di Vietri e dal direttore del settore europeo dell’Oim, Pasquale Lupoli. Quest'ultimo ha affermato che l'accordo assume un'importanza particolare per via del fatto che "l’Oim ha una grande esperienza nell'affrontare la questione delle migrazioni che molti dei paesi che aderiscono a Ince affrontano.

Di Vietri ha affermato che "Ince ha realizzato una cooperazione positiva con l’Oim grazie all'iniziativa del governo italiano". Il direttore del settore europeo dell’Oim Lupoli ha aggiunto che "la crisi dei migranti ha dimostrato la necessità di cooperare, dato che problemi del genere non possono essere risolti costruendo barriere ma soltanto con la suddivisione delle responsabilità". L'Ince è il più antico e più esteso forum di cooperazione regionale nell'Europa centrale, orientale e balcanica con sede a Trieste. Attualmente conta 18 Stati: Albania, Austria, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Ungheria. (Bos)
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