SERBIA
 
Serbia: ministro Giustizia Selakovic, modifica preambolo su Kosovo in Costituzione non è obbligo
Belgrado, 01 ago 2016 13:16 - (Agenzia Nova) - La Serbia non è obbligata a modificare il preambolo sullo status del Kosovo nella propria Costituzione. Lo ha dichiarato il ministro serbo della Giustizia, Nikola Selakovic, secondo quanto riporta la stampa locale. "Nessun organo dello stato – ha detto Selakovic – ha parlato del preambolo e della posizione del Kosovo, né ci siamo in alcun modo obbligati. Nessuno ha parlato dell'argomento a parte i cosiddetti esperti in pubblico". La Serbia, ha proseguito, si è invece impegnata a modificare la Costituzione per rafforzare l'indipendenza della magistratura, così come prevede il Piano d'azione del capitolo 23 recentemente aperto nell'ambito dei negoziati di adesione con l'Unione europea. Le modifiche riguardano anche le modalità di scelta per le funzioni giudicanti, per la composizione del Consiglio superiore della magistratura e per alcuni punti riguardanti il Consiglio dei procuratori di stato, ha concluso Selakovic. Nei giorni scorsi la stampa locale aveva commentato l'ipotesi secondo cui la Costituzione della Serbia potrebbe subire numerosi cambiamenti entro la fine del prossimo anno.

Fra queste modifiche vi potrebbe essere anche l'eliminazione della definizione del Kosovo come parte del territorio serbo, secondo quanto riportava il quotidiano serbo "Blic", citando fonti riservate all'interno dell'attuale governo. Secondo il giornale, i punti soggetti a modifica potrebbero essere 10, e quello riguardante il Kosovo era già stato nominato dal premier serbo, Aleksandar Vucic, in un'intervista rilasciata a maggio al "Wall street journal". Il premier aveva detto che il preambolo sul Kosovo sarebbe stato "probabilmente" eliminato, ma la Serbia, aveva aggiunto, non riconoscerà il Kosovo come stato indipendente. Secondo il professore di Diritto costituzionale dell'Università di Belgrado, Vladimir Petrov, l'Accordo sottoscritto a Bruxelles nel 2013 per la normalizzazione dei rapporti fra Belgrado e Pristina richiede, per la sua attuazione, che la Costituzione serba sia cambiata.

Intervistato da "Blic", Petrovic ha precisato che per attuare in pieno l'Accordo la Costituzione della Serbia non deve scrivere che il Kosovo è una parte della Serbia. "Anche se la Corte costituzionale non si è pronunciata sull'Accordo di Bruxelles – ha osservato – è chiaro che al momento tale accordo è incostituzionale. Questa cosa va evidentemente risolta entro la fine del 2017 e questo è uno dei lavori che rendono più difficile la posizione del premier designato". Al di là della questione sul preambolo riguardante il Kosovo, vi sono altri punti che andranno modificati nel medio termine secondo la stampa serba. Il giornale "Blic" riportava che il percorso verso l'adesione all'Unione europea richiede la modifica delle modalità di voto dei membri del Consiglio superiore della magistratura e dei Procuratori di stato, oltre ad altri cambiamenti per un totale di 6 modifiche, per lo più pertinenti alla materia giudiziaria.

Secondo "Blic", potrebbero essere 10 in tutto le modifiche, fra quelle ritenute "obbligate" e quelle in corso di studio da parte delle autorità politiche nazionali. Oltre a quelle già indicate, vi sarebbero infatti quella per una diminuzione del numero dei deputati in parlamento, quella relativa alla modalità di elezione del presidente della Repubblica, all'abbandono volontario della carica da parte dei parlamentari eletti, alle attività del garante per l'Informazione di importanza pubblica, al primato della legislazione europea su quella nazionale, alla possibilità per gli stranieri residenti di votare alle elezioni locali, alla possibilità di voto per i cittadini serbi alle elezioni del parlamento europeo, alla semplificazione delle procedure per la modifica della Costituzione. (Seb)
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