AMBIENTE
 
Ambiente: dall'università di Sassari tecnica per combattere desertificazione da progetto Ue-Africa maghrebina
 
 
Roma, 26 lug 2016 17:45 - (Agenzia Nova) - La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l'acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l'agricoltura e gli altri settori: questa la tecnica sviluppata nell'ambito di Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), progetto finanziato dall'Unione europea e su cui hanno lavorato insieme il Nucleo di ricerca sulla desertificazione (Nrd, capofila) dell'Università di Sassari, la Universitat de Barcelona (Ub), l'Observatoire du Sahara et du Sahel (Os) di Tunisi, l'Institut des Régions Arides (Ira) di Medenine, in Tunisia, e l'Agence Nationale des Ressources Hydrauliques (Anrh) di Algeri. E' quanto riferisce un comunicato del progetto Wadis-Mar, secondo cui la ricerca è stata portata avanti con l'obiettivo di arrivare a un modello integrato, sostenibile e partecipato di raccolta dell'acqua e della sua gestione in agricoltura nelle due regioni magrebine di Oued Biskra, in Algeria, e di Oum Zessar, in Tunisia, caratterizzate da scarsità della risorsa idrica, sovrasfruttamento delle acque sotterranee e un'elevata vulnerabilità ai rischi legati ai cambiamenti climatici. Recentemente i risultati di Wadis-Mar sono stati illustrati in un convegno internazionale organizzato a Sassari, che ha visto la presenza di personalità del mondo scientifico e delle istituzioni internazionali da anni impegnate su temi della lotta alla desertificazione e alla scarsità d'acqua. (Com)
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