ALGERIA-FRANCIA
 
Algeria-Francia: premier Valls ad Algeri per ricucire rapporti con l’ex colonia
Algeri, 09 apr 2016 09:27 - (Agenzia Nova) - Il premier francese Manuel Valls è atteso oggi ad Algeri per presiedere, insieme all’omologo Ambdelmalek Sellal, la terza sessione della Commissione intergovernativa franco-algerina. Fonti diplomatiche riferiscono all’agenzia d’informazione algerina “Aps” che è prevista la firma di “numerosi accordi bilaterali”. La visita della delegazione governativa francese nel paese nordafricano annovera dieci ministri, tra cui i titolari dell’Economia (Emmanuel Macron), dell’Interno (Bernard Cazeneuve), dell’Istruzione (Najat Vallaud-Belkacem), della Cultura (Audrey Azoulay), della Sanità (Marisol Touraine), imprenditori e personalità di primo piano nella scena pubblica francese. Valls cercherà di ricucire i rapporti con Algeri dopo il recente raffreddamento delle relazioni tra Parigi e la sua ex colonia.

La Francia, infatti, non ha gradito le recenti modifiche alla Costituzione algerine che prevedono, tra le altre cose, il divieto per i cittadini con doppia nazionalità di accedere alle alte cariche dello Stato, escludendo di fatto i moltissimi funzionari con passaporto francese. Non solo: Algeria e Francia hanno posizioni differenti sulla crisi libica. I nordafricani hanno mantenuta una posizione molto prudente, temendo ripercussioni interne, garantendo sostegno al governo di unità nazionale del premier Fayez al Sarraj. I francesi, invece, hanno appoggiato più o meno velatamente l’Esercito libico guidato dal generale Khalifa Haftar che controlla “de facto” tutta la Cirenaica. Un’altra questione “spinosa” tra Francia e Algeria riguarda la questione del Sahara occidentale e l’autodeterminazione del popolo Saharawi.

Nella sua ultima recente visita ad Algeri conclusa il 30 marzo, il ministro francese Jean-Marc Ayrault aveva cercato di dribblare le polemiche sull’argomento. Nonostante la posizione della Francia sia considerata vicina a quella del Marocco, il titolare del dicastero di Parigi ha detto che la missione delle Nazioni Unite (Minurso) “dovrebbe” continuare le sue attività nel Sahara occidentale. Lo scorso 9 marzo la Francia aveva ribadito pieno sostegno a Rabat nel conflitto con i separatisti del Fronte Polisario, sostenuto da Algeri, sulla contesa del Sahara occidentale. "Per la Francia, il piano di autonomia presentato dal Marocco nel 2007 è una base seria e credibile per una soluzione negoziata", aveva detto il portavoce del ministero degli Esteri francese, Romain Nadal. Le dichiarazioni ultime di Ayrault potrebbero essere interpretate come un tentativo della Francia di voler mantenere ottimi rapporti economici, politici, culturali e strategici sia con il Marocco che con l’Algeria.

Non ha certamente aiutato a ricucire i rapporti franco-algerini il recente scandalo Panama Papers, per cui le autorità di Algeri hanno addirittura convocato l’ambasciatore francese. Il ministro dell’Interno e degli enti locali algerino, Nourredine Bedoui, è tornato oggi sulla disputa con la Francia relativa agli attacchi dei media francesi contro le autorità algerine che sarebbero coinvolte nella vicenda. Bedoui ha difeso la decisione del ministro degli Esteri, Ramtane Lamamra, di convocare l’ambasciatore francese in Algeria, Bernard Emié, affermando che “è inaccettabile che le istituzioni algerine vengano danneggiate in nome della libertà di stampa”. Il ministro dell’Interno algerino ha spiegato che la convocazione dell’ambasciatore rientra nel quadro di una protesta ufficiale dell’Algeria contro le autorità del paese per la campagna mediatica contro le istituzioni di Algeri, condotta in Francia “attraverso i mezzi d’informazione e altre attività politiche”.

L’Algeria ha protestato formalmente contro la Francia per alcuni articoli pubblicati dal quotidiano “Le Monde” in merito al coinvolgimento di personalità algerine nei Panama Papers, lo scandalo derivante dalla diffusione di 11,5 milioni di documenti venuti in possesso dell’Icij (The International consortium of investigative journalists, di cui fanno parte reporter di diversi quotidiani europei) che riguardano una colossale quantità di denaro nascosto in paradisi fiscali per un periodo che va dal 1977 al 2015. Le autorità algerine hanno trovato scandaloso il modo in cui il quotidiano francese avrebbe cercato di offuscare l'immagine dell'Algeria e il fatto che la foto del presidente Bouteflika fosse associata ad un articolo dell’edizione cartacea di “Le Monde” sui Panama Papers. (Ala)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..