TERRORISMO
 
Terrorismo: arrestate 13 persone in Moldova, pianificavano attentati a Chisinau e Balti
Chisinau, 27 nov 2015 11:40 - (Agenzia Nova) - La polizia moldava ha arrestato 13 presunti membri di un gruppo paramilitare che aveva l’intenzione di compiere degli attentati nella capitale di Chisinau e a Balti, una città a maggioranza filorussa nel nord del paese, al fine di creare una nuova "repubblica" separatista come quelle dell’Ucraina orientale. Lo riferisce l’agenzia moldava d’informazione “Ap online”. L’ispettorato generale di polizia ha annunciato che il gruppo ha voluto prendere d'assalto alcune istituzioni statali a Chisinau e Balti, una città situata a circa 120 chilometri dalla capitale, e di prendere il controllo di questa località nel nord del paese. Il comandante della polizia moldava, George Cavaliuc, ha detto che il gruppo prevedeva di attaccare una prigione di Balti e rilasciare i detenuti che avrebbe cercato di reclutare per commettere degli attacchi contro le autorità locali. Otto persone sono state accusate di appartenere al gruppo. Secondo la polizia, il presunto leader del gruppo è un nativo di Ucraina orientale ed ha precedenti penali.

La regione separatista filorussa della Transnistria ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza dalla Moldova nel 1990, in seguito ai timori di una riunificazione con la Romania. Seguirono duri scontri fra Chisinau e Tiraspol, capoluogo della regione filorussa. Dopo il cessate il fuoco del luglio del 1992, i negoziati per risolvere la disputa fra Chisinau e la regione separatista sono proseguiti senza reali progressi e da diversi mesi il dialogo fra le parti ha subito una nuova battuta d’arresto. Ai colloqui partecipano anche i rappresentanti dei mediatori e degli osservatori del gruppo 5+2 (Moldova, Russia, Ucraina, Russia, Osce, Unione europea e Stati Uniti).

Anche la regione autonoma della Gagauzia, nel sud della Moldova, ha posizioni filorusse. Le elezioni per il Bashkan (il governatorato) dello scorso aprile hanno visto trionfare Irina Vlach, ex comunista, che ha vinto grazie al sostegno dei socialisti, ora il primo partito a ricevere l'appoggio di Mosca in Moldova. Il sostegno russo alla campagna elettorale della Vlach è stato evidente e lei stessa si era recata a Mosca accompagnata dal leader del Partito socialista, Igor Dodon, per incontrare il presidente della Duma (la Camera bassa russa), Sergej Narjshkin. Tuttavia, l'insediamento delle Vlach sembra aver dato un nuovo slancio ai rapporti fra Chisinau e Comrat, il capoluogo amministrativo gagauzo, come confermato dalla presenza alla cerimonia d'insediamento di rappresentanti delle istituzioni centrali.

I rapporti fra Russia e Moldova, tuttavia, restano tesi e la crisi politica attualmente in atto nel paese balcanico non facilita la situazione. La decisione di Chisinau di volgere lo sguardo verso Bruxelles, tralasciando gli storici rapporti con Mosca, scontenta un'ampia fetta della popolazione che non ha mancato di mostrare il suo dissenso alla gestione, ritenuta "non all'altezza", dell'ultima coalizione pro europea. L'alleanza, infatti, lacerata da problemi con la giustizia - l'arresto dell'ex leader del Partito liberaldemocratico Vlad Filat ne è un esempio - e da dissidi interni, infatti, ha fatto ripiombare nuovamente il paese nella sua cronica instabilità. (Moc)
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