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Speciale difesa: Egitto, coro di no alla proposta di guardie di sicurezza private per le moschee

Il Cairo, 24 lug 2015 15:30 - (Agenzia Nova) - Si registra un coro di no, soprattutto dai settori conservatori islamici, alla proposta di istituire un servizio di vigilanza privata per la protezione delle moschee in Egitto, pensato dal ministero per gli Affari islamici. Secondo Fuad al Dawalbi, capo del Fronte della Jamaa al Islamiya, intervistato dal giornale “al Youm al Sabeh”, “la decisione del ministero degli Affari islamici di mettere delle guardie private fuori le moschee non impedirà agli estremisti islamici di sfruttare i luoghi di culto”. L’esponente islamico sostiene che “una decisione del genere necessita di un dialogo ampio”. Per Awd al Hattab, ex capo della Jama al Islamiya, “la decisione del ministero di nominare delle guardie private per le moschee non serve contro l’estremismo e non fermerà la diffusione di queste idee”. Nelle scorse settimane il presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, ha firmato un decreto che consente al ministero della Difesa e a quello dell’Interno di dare vita a società private di vigilanza per il trasporto di valori o per la protezione di strutture private. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale anche se al momento mancano i regolamenti di attuazione di queste società di vigilanza private, che dovranno essere emanati entro tre mesi dopo aver sentito il parere dell’Alto consiglio della polizia.

Esistono già società di vigilanza private in Egitto, come la Falcon, che aveva firmato un accordo con il ministero dell’Istruzione, accordo che è stato però revocato dopo le manifestazioni dei mesi scorsi. La serie di attentati contro le Forze armate egiziane avvenuta lo scorso primo luglio nel Sinai settentrionale e l’attacco contro il Consolato italiano al Cairo dello scorso 11 luglio hanno spinto le autorità egiziane a riformulare le strategie di sicurezza. Poco dopo l’attacco del Sinai, il premier egiziano Ibrahim Mahlab (nella foto sotto) ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza presso i ministeri, gli apparati dello Stato e le strutture sensibili nel paese. “Siamo in uno stato di guerra. Ogni ministero dovrebbe avere un piano per affrontare le minacce attuali”, ha detto Mahlab durante una riunione di governo, sottolineando la necessità di installare telecamere di sicurezza anche presso le infrastrutture strategiche, come le centrali elettriche. (Cae)
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