FYROM
 
Fyrom: vertice Ince a Ocrida, il futuro dei Balcani occidentali è nell'Ue
Skopje, 15 giu 2015 18:40 - (Agenzia Nova) - Il processo d’integrazione dei Balcani occidentali nell'Ue va continuato è approfondito: è la conclusione comune del vertice, svoltosi oggi nella città macedone di Ocrida (Ohrid), tra i ministri degli Esteri dei paesi aderenti all’Iniziativa centro europea (Ince). L’incontro, al quale ha partecipato anche il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, è stato organizzato dalla presidenza macedone dell’Ince. Oltre al ministro degli Esteri italiano e a quello del paese ospitante, Nikola Poposki, erano presenti a Ocrida anche i loro omologhi di Bulgaria, Croazia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovacchia e Ungheria. Si tratta rispettivamente di Daniel Mitov, Vesna Pusic, Igor Luksic, Bogdan Aurescu, Ivica Dacic, Igor Slobodnik e Peter Szijjarto. Gli altri paesi membri dell’Ince sono stati rappresentati dai propri viceministri degli Esteri o dagli ambasciatori a Skopje. Presenti inoltre rappresentanti del Consiglio d’Europa, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (Osce) ed il vice presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers).

“I partecipanti concordano nell’opinione secondo cui la regione ha molti aspetti condivisi, il più significativo dei quali è il futuro comune nella famiglia europea”, ha detto il ministro degli Esteri macedone Nikola Poposki, secondo cui lo scopo dell’Ince è proprio quello di assicurare l’integrazione nell'Ue degli stati balcanici che ancora non ne fanno parte. “Ci siamo trovati d’accordo sul fatto che la cooperazione nell’ambito dell’Ince dovrebbe essere rafforzata”, ha dichiarato Poposki secondo quanto riporta l’agenzia di stampa macedone “Mia”.

Uno dei principali temi al centro dei colloqui, oltre al processo d’integrazione europea dei paesi balcanici, è stato quello dell’immigrazione. Tale questione coinvolge molto da vicino gli stati balcanici e per affrontarla i ministri dell’Ince hanno ritenuto necessaria una maggiore cooperazione tra i paesi della regione. Proprio l’immigrazione è stata al centro dei colloqui tra il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni e il suo omologo macedone Nikola Poposki. I due ministri hanno firmato oggi a Ocrida un accordo volto a facilitare la riammissione degli immigrati irregolari. Il protocollo, finalizzato d'intesa con i due ministeri degli Interni, regola le procedure di rimpatrio per gli immigrati irregolari macedoni o di paesi terzi in partenza dalla Macedonia.

“L’intesa di oggi con il governo macedone”, ha detto Gentiloni, “si inserisce in un contesto europeo che considera gli accordi di riammissione come strumenti necessari per la efficace gestione dei flussi migratori. Proprio queste intese agevolano il rapido rimpatrio degli immigrati in situazione irregolare” ha aggiunto il titolare della Farnesina, concludendo che “esse rappresentano quindi un fattore di cruciale importanza nel più ampio quadro della lotta all'immigrazione irregolare”. Gentiloni ha inoltre sottolineato come il vertice odierno “conferma, dopo 26 anni, la vitalità dell'Iniziativa centro europea, esempio di buone pratiche di cooperazione tra Paesi membri e non membri dell'Ue".

Secondo il ministro, “l’incontro è stato un' occasione per esprimere gratitudine nei confronti dell’Ince per tutte le attività svolte. L’Italia supporta il processo d’integrazione europea e riteniamo che questo processo sia essenziale dal punto di vista economico e politico”. A margine del vertice, Gentiloni ha incontrato il primo ministro macedone Nikola Gruevski. Nell’incontro Gruevski ha presentato a Gentiloni gli ultimi sviluppi politici nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) e le sfide nel prossimo futuro per il paese balcanico. Il premier ha sottolineato l’importanza del sostengo che la Fyrom sta ricevendo dall’Italia nel processo d’integrazione euro-atlantica.

Il primo ministro ha detto a Gentiloni che "la Macedonia è impegnata nel processo di riforme per migliorare i propri standard in diverse aree e per portare avanti il processo di integrazione europea”, si legge in un comunicato del governo macedone pubblicato al termine dell’incontro. Gentiloni ha parlato inoltre con Gruevski delle buone relazioni bilaterali tra Italia e Fyrom, sottolineando l’importante aumento della cooperazione economica. L’Italia rimane uno dei principali partner commerciali di Skopje, ha ricordato Gruevski, aggiungendo che Skopje è pronta a intensificare le relazioni commerciali con l’Italia.

Tutti ministri che hanno preso parte al vertice hanno convenuto sull’importanza di continuare nel cammino verso l’allargamento dell’Ue verso i Balcani occidentali. In questo senso è stato riconosciuta l’importanza dell’apertura di due nuovi capitoli nei negoziati d’adesione tra Montenegro e Ue lo scorso 30 marzo 2015. Le delegazioni dell’Ince hanno auspicato che anche la Serbia possa seguire la stessa “strada di successo” di Podgorica nei negoziati. In proposito è stata sottolineata l’importanza delle dichiarazioni di Belgrado e Pristina per una normalizzazione delle loro relazioni bilaterali.

Inoltre, per quanto riguarda il paese ospitante, alle prese con una prolungata crisi politica, i partecipanti hanno espresso la convinzione che Skopje riuscirà a superare la situazione e ad aprire in questo modo i negoziati per l’adesione. I ministri hanno inoltre salutato positivamente la decisione adottata dal Consiglio affari generali, lo scorso 21 aprile, relativamente alle conclusioni dell’accordo di stabilizzazione e associazione con la Bosnia Erzegovina e la sua entrata in vigore il primo giungo 2015.

Il ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic ha evidenziato l’importanza di lavorare per la stabilizzare dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom). “Condanniamo ogni forma di indebolimento della Macedonia, ogni forma di violenza e di terrorismo e l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (Osce) è pronta ad offrire il proprio contributo se ce ne è bisogno”, ha detto Dacic, attualmente presidente di turno dell’Osce. In relazione alla questione dei migranti che attraversano il territorio della Fyrom e della Serbia per raggiungere i paesi del nord Europa, Dacic ritiene che l’Ue deve valutare dei meccanismi per affrontare i problemi posti dall’ingresso di così tanti immigrati illegali.

Anche gli altri ministri interventi hanno sottolineato l’importanza di collaborare per il superamento della crisi politica nella Fyrom. Il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati, ha dichiarato che l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) “deve affrontare nella dovuta maniera la crisi politica”. Nel suo intervento al vertice dell’Iniziativa centro europea, Bushati ha ribadito che “la sicurezza di ciascun paese della regione è legata alla sicurezza collettiva dell’intera regione, perciò è nel nostro interesse collettivo anche una soluzione della situazione a Skopje”. Bushati ha sottolineato che “l’Albania rimane impegnata a sostenere l’integrazione euroatlantica della Fyrom, un processo che passa per la completa attuazione dell’accordo di Ocrida”, che nel 2001 pose fine ad un conflitto armato fra macedoni ed albanesi, riconoscendo a questi ultimi, maggiori diritti.

“L’accordo va rispettato alla lettera e non potrà essere considerato una semplice formalità ma rappresenta una visione di lungo termine, basata su un autentico rapporto di coesistenza pacifica”, ha proseguito Bushati, sottolineando l'importanza imprescindibile del rispetto di tutti i diritti degli albanesi, che nella Fyrom rappresentano la seconda comunità etnica. “Gli albanesi sono un fattore costitutivo dello Stato macedone”, ha ribadito Bushati. Dopo gli scontri di Kumanovo, Tirana ha indurito i toni nei confronti di Skopje, ed il premier Edi Rama non ha esitato ad avvertire le autorità macedoni che “senza il rispetto dell’accordo di Ocrida, non potrebbe esserci l’adesione alla Nato”, di cui l’Albania fa parte dal 2009.

I ministri intervenuti hanno ringraziato la presidenza macedone per il ruolo svolto mentre hanno espresso speranza per l’inizio della presidenza di turno Ince affidata alla Bosnia Erzegovina per 2016. Il vertice si è concluso con un comunicato congiunto che sottolinea l’importanza delle iniziative future, l’integrazione dell’Ue nei Balcani occidentali e le interconnessioni nel settore infrastrutture, che saranno al centro del prossima conferenza sui Balcani prevista a Vienna nel prossimo mese di agosto. (Mas)
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