OLTRE 7 MILA LIBRI RAZZIATI DAI NAZISTI E MAI RITROVATI

 
 
 

Oltre 7 mila libri razziati dai nazisti e mai ritrovati: la comunità ebraica di Roma firma un protocollo con i carabinieri

Oltre 7 mila libri razziati dai nazisti e mai ritrovati: la comunità ebraica di Roma firma un protocollo con i carabinieri
Roma, 24 giu 14:33 - (Agenzia Nova) - Alla ricerca di 7.005 libri della razziati tra settembre e dicembre del 1943 dai nazisti dalla Biblioteca della comunità ebraica di Roma: per questo motivo questa mattina, presso i Giardini della Sinagoga di Roma, si è svolta una cerimonia per la firma di un protocollo d’intesa fra la comunità e i carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, sottoscritto dalla presidente Ruth Dureghello e dal comandante della Tutela del patrimonio culturale Roberto Riccardi. Sono intervenuti il sottosegretario del Mibact Anna Laura Orrico, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Giovanni Nistri e il rabbino capo romano Riccardo Di Segni. Nel corso dell'evento sono stati restituiti 19 volumi di argomento ebraico a cura dei carabinieri e della responsabile della Direzione generale archivi del Mibact, Anna Maria Buzzi. Erano stati ritrovati e catalogati presso l’Archivio di Rodolfo Siviero, l’agente segreto italiano impegnato a difendere il patrimonio culturale nazionale nel corso della Seconda guerra mondiale. È stato infine annunciato il Gruppo di lavoro costituito in seno al Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali del Mibact, dedicato allo stesso lavoro. Fra gli interventi della cerimonia, anche quello della presidente della Fondazione museo Ebraico di Roma, Alessandra Di Castro. Dopo l’8 settembre la Biblioteca della comunità Ebraica era stata spogliata di 7.005 volumi, che racchiudevano un’importante documentazione sulla storia e l’identità di quel popolo. Il protocollo d’intesa fra i carabinieri e la comunità, valido per tre anni e rinnovabile, prevede un’incisiva e sinergica azione di ricerca.

“Questa firma non è fondamentale solo sotto il profilo della collaborazione con l’Arma dei carabinieri ma soprattutto ha un valore etico, morale e sociale nell’ambito del percorso della restituzione dei beni alle famiglie ebraiche e alle comunità, sottratti durante e prima della deportazione”. Così la presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello a margine della firma del protocollo. “Oggi oltretutto riceviamo in dono questi libri: in questo modo persegue e prosegue il lavoro di restituire dignità a quelle famiglie che purtroppo non ci sono più, che hanno visti sottratti i loro beni e i loro patrimonio in una operazione di recupero che non è soltanto recupero artistico e culturale ma soprattutto della memoria e della storia di questo Paese e di tanti ebrei che oggi purtroppo non possono essere qui con noi. Il protocollo prevedere una collaborazione strutturata tra la comunità ebraica di Roma, i propri dipartimenti, archivi, museo e il comando generale della tutela del patrimonio dei carabinieri perché sempre più spesso compaiono nel panorama del patrimonio nazionale e internazionale dei beni che hanno una storia o comunque una entità o una identità ebraica. La comunità in virtù della sua conoscenza competenza e storia diventa partner di riferimento per l’analisi e la valutazione e anche la ricerca ulteriore sul patrimonio sottratto”, ha aggiunto Dureghello.

I 19 libri restituiti oggi sono documenti di varia natura molto probabilmente tutti riconducibili alla Biblioteca del Collegio rabbinico di Roma e comunque appartenenti, per argomento e per materia, alla comunità ebraica. Sono una piccola parte di quelle migliaia di libri che il 13 ottobre 1943 sono stati razziati dai nazisti, solo tre giorni prima che avvenisse da Roma la massiccia deportazione di 1.023 ebrei verso il campo di sterminio. I testi che sono stati restituiti sono stati stampati in vari momenti storici che vanno dal 1723 al 1942, alcuni scritti da religiosi di fede ebraica, altri da cattolici critici nei confronti dell’ebraismo. “Questo è un momento di alto valore simbolico, di unione e condivisione. Ecco perché importante, se potenziamo il valore attraverso una serie di antefatti e lo verifichiamo con i sentimenti. La firma di questo protocollo tra la comunità ebraica e il comando generale dei carabinieri, gruppo Tutela del patrimonio culturale ha l’obiettivo di una ricerca ancora più mirata e documentata dei beni sottratti alla comunità ebraica di Roma nel 1943 e di tutti i beni che appartengono a questa comunità. Oggi restituiamo 19 libri che contengono le tessere di un mosaico che con il cuore e la mente ci impegniamo a ricercare per ricostruirlo con interezza”, ha detto il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri.

“Oggi abbiamo firmato un protocollo d’intesa molto importante per le ricerche e la restituzione di 7.005 volumi che sono stati presi dalla Biblioteca della comunità ebraica di Roma fra il settembre e il dicembre 1943, noi li abbiamo già archiviati nella banda dati dei carabinieri tutela patrimonio culturale quindi adesso le ricerche saranno svolte congiuntamente da persone dell’arma dei carabinieri e della comunità ebraica di Roma”, ha commentato il comandante della Tutela del patrimonio culturale dei carabinieri, generale Roberto Riccardi. “Oggi abbiamo restituito 19 volumi che sono stati recuperati da Adolfo Siviero, un agente segreto italiano attivo nella seconda guerra mondiale proprio per il recupero delle opere d’arte. Sono state raccolte tutte le opere che Siviero ha recuperato e ora possiamo restituire questi volumi che sono un pezzo della memoria della storia, della cultura, dell’identità della comunità ebraica di Roma”, ha concluso. (Rer)
 
 
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