LIBIA

 
 

Libia: attesa a Tripoli la prima squadra di esperti italiani anti-mine

Tripoli, 16 giu 2020 18:02 - (Agenzia Nova) - Arriverà nelle prossime ore in Libia una prima squadra di esperti dall’Italia per effettuare i sopralluoghi con la controparte libica delle zone minate dalle forze alleate al generale Khalifa Haftar a Tripoli e dintorni. Si tratta di un’area di enorme, estesa per circa 100 chilometri quadrati, piena di “booby-trap” - trappole esplosive di piccole dimensioni (massimo 10 centimetri di diametro) nascoste nelle bambole per bambini, negli armadi, nelle porte di casa - ma anche di numerose mine antiuomo. Il Governo di accordo nazionale (Gna), l’organo esecutivo con sede a Tripoli riconosciuto dall’Onu, è sotto pressione perché la popolazione spinge per rientrare nelle zone liberate dal giogo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), ma non può farlo perché la zona deve essere prima messa in sicurezza. Una fonte libica vicina al dossier ha spiegato ad “Agenzia Nova” che l’aiuto dell’Italia in questo ambito “è molto apprezzato”, anche perché è stato dispiegato “in maniera molto rapida”, grazie ai canali già esistenti aperti dalla Missione bilaterale italiana di assistenza e supporto in Libia (Miasit). L’equipe italiana, composta da pochi uomini, tornerà in Italia nel giro di qualche giorno: dopo di che arriverà la squadra vera e propria di sminatori per aiutare i libici a bonificare il territorio, con modalità di cooperazione ancora da definire. L’utilizzo delle mine anti-uomo e di trappole esplosive in aree civili è considerato dal Gna come un atto terroristico pari a quelli commessi da Daesh, acronimo arabo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil). Solo ieri sono deceduti tre libici a Sirte, morti sulle mine piazzate dall’Lna per frenare o rallentare l’avanzata delle forze del Gna. (Lit)
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