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Singapore: più fondi alle startup per sostenere l’economia

Singapore, 27 mag 2020 07:23 - (Agenzia Nova) - Il governo di Singapore ha deciso ieri, 26 maggio, di destinare altri 285 milioni di dollari di Singapore (circa 200 milioni di dollari) al programma nazionale di sostegno alle startup del settore tecnologico. I fondi aggiuntivi serviranno a compensare almeno in parte il minore afflusso di capitali esteri, causato dal clima di incertezza economica globale e dalla pandemia di coronavirus. “Alcune promettenti startup di Singapore faticano a raccogliere capitale e sviluppare le loro attività nell’ambiente attuale”, ha dichiarato ieri al parlamento della città-Stato il ministro delle Finanze, Heng Swee Keat. I nuovi fondi alle startup sono parte del quarto pacchetto di misure di stimolo economico varato dal governo di Singapore; i fondi vanno a sommarsi ai 300 milioni di dollari di Singapore già destinati alle startup tecnologiche lo scorso febbraio.

Il governo di Singapore ha rivisto ulteriormente al ribasso le previsioni relative all’andamento dell’economia della città-Stato nel 2020. Il governo prevede ora una contrazione del prodotto interno lordo compresa tra il 7 e il 4 per cento, a dispetto della parziale riapertura delle attività economiche non essenziali sancita a partire dalla prossima settimana. Oggi, 26 maggio, Singapore ha anche pubblicato il dato ufficiale relativo all’andamento dell’economia nel primo trimestre 2020: tra gennaio e marzo l’economia della città-Stato si è contratta dello 0,7 per cento. “I settori orientati all’esterno, come la manifattura, il commercio all’ingrosso, il trasporto e lo stoccaggio subiscono gli effetti avversi della contrazione di molti dei mercati chiave di Singapore, che è stata superiore alle aspettative, e i danni più protratti del previsto alle catene di fornitura”; ha commentato Gabriel Lim, segretario permanente del ministero del Commercio e dell’industria di Singapore, nel corso di una conferenza stampa online. L’attività economica domestica è stata danneggiata a sua volta dalle misure di distanziamento sociale e dalla chiusura di numerosi posti di lavoro. Singapore ha confermato ad oggi 31.960 contagi da coronavirus: si tratta del bilancio peggiore tra i paesi del Sud-est asiatico, dovuto alla maggiore capacità di diagnosi della città-Stato rispetto ai paesi limitrofi.

il governo di Singapore ha autorizzato questo mese un progressivo allentamento delle misure di blocco economico e distanziamento sociale varate nelle scorse settimane, a causa del rapido aumento dei contagi da coronavirus concentrato perlopiù nei dormitori per lavoratori stranieri del paese. Diverse aziende di Singapore hanno ripreso le attività a partire dal 12 maggio, ma alcune delle misure di blocco rimarranno in vigore sino al 1° giugno prossimo. “Chiediamo alle aziende di predisporre sin da subito una serie di misure di prevenzione (…) così da poter riprendere a lavorare dal 12 maggio”, ha dichiarato il ministro del Commercio e dell’industria di Singapore, Chan Chun Sing, nel corso di una conferenza stampa il 3 maggio. Le autorità della città-stato hanno imposto un blocco parziale di un mese il 7 aprile scorso, e l’hanno successivamente prorogato sino al 1° giugno per frenare la curva dei contagi.

Chan ha spiegato che la riapertura dell’economia avverrà in maniera graduale e progressiva, e che ad alcuni settori verrà data la priorità. “Non saremo in grado di aprire sin da subito alcuni settori di intrattenimento sociale. Per il momento ci stiamo concentrando sulla capacità manifatturiera e produttiva”, ha detto il ministro. Chan ha citato in particolare i settori più strettamente legati alla catena di fornitura globale, come la biofarmacia, la petrolchimica e la manifattura di precisione; molti di questi settori hanno continuato ad operare, almeno in parte, anche nel pieno dell’emergenza. Ad oggi Singapore conta 18.205 contagi da coronavirus, e sole 18 vittime accertate.

L’output del settore manifatturiero di Singapore è aumentato del 16,5 per cento nel mese di marzo, dopo aver subito a febbraio la peggiore contrazione dal 1983. Lo certificano i dati pubblicati il 24 aprile dal Ufficio per lo sviluppo economico (Edb) della città-Stato. A febbraio la produzione industriale di Singapore era crollata del 20 per cento a causa della pandemia di coronavirus, contribuendo a delineare un fosco scenario economico per l’Isola. A marzo la produzione industriale non sembra aver subito le medesime ricadute a causa dell’emergenza sanitaria globale, ma l’Edb prevede “un impatto più pronunciato a partire dal mese di aprile”, anche a seguito dell’inasprimento delle misure di prevenzione seguite all’improvviso aumento dei contagi. L’aumento dell’output industriale è perlopiù attribuibile al comparto della produzione di apparecchiature biomedicali, che a marzo ha registrato un boom del 91,4 per cento su base annua. L’output del settore farmaceutico è aumentato del 126,6 per cento. La banca centrale di Singapore ha annunciato un allentamento della sua politica monetaria, in risposta alle pesanti ricadute della pandemia di coronavirus sull’economia nazionale e su quella globale. La politica monetaria della città-Stato poggia sui tassi di cambio, attraverso la gestione del dollaro di Singapore rispetto a un paniere delle valute dei principali partner commerciali. La banca centrale ha ridotto il target di apprezzamento della valuta allo 0 per cento. La decisione segue l’annuncio da parte del governo di Singapore di un piano di stimolo da 33 miliardi di dollari. Singapore, in quanto piccola città-stato aperta, è ritenuta una tra le economie più vulnerabili di fronte alla pandemia, che ha causato l’arresto dei flussi di persone a livello globale. La scorsa settimana Singapore ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita per l’anno in corso.

Il governo di Singapore ha annunciato giovedì, 26 marzo, un nuovo “bazooka” fiscale teso ad alleviare lo stress causato su famiglie e attività produttive dalla pandemia di coronavirus. I provvedimenti approvati dal governo prevedono ulteriori compensazioni per il reddito, detrazioni sulle tasse sugli immobili sino al 100 per cento e ulteriori aiuti per i settori economici più colpiti dalle ricadute della crisi sanitaria globale. Il nuovo pacchetto di stimolo, dall’importo complessivo di 48 miliardi di dollari, è stato annunciato ieri dal vicepremier e ministro delle Finanze di Singapore, Heng Swee Keat.

Le nuove misure vanno a sommarsi al primo intervento da 6,4 miliardi di dollari allegato al bilancio per il 2020 il mese scorso. La cifra complessiva di 55 miliardi di dollari equivale a ben l’11 per cento del prodotto interno lordo della città-Stato: si tratta del più vasto pacchetto di misure economiche emergenziali mai varato da Singapore. Secondo gli economisti citati da “Channel News Asia”, le nuove misure sortiranno effetti concreti, ma non basteranno a scongiurare la recessione economica nel 2020, a causa delle gravissime incertezze a livello internazionale. (Cip)
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