LIBIA

 
 
 

Libia: Varvelli (Ecfr), Stati Uniti alzano la voce ma rimarranno defilati

Roma, 26 mag 16:14 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti continueranno ad essere defilati nella crisi in Libia, anche se “più vi è un protagonismo russo, più gli Usa si allertano”. Lo afferma ad “Agenzia Nova” Arturo Varvelli, direttore dell’ufficio di Roma dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) ed esperto di Libia. Il Comando Usa per l'Africa (Africom) ha confermato oggi che la Russia ha recentemente dispiegato aerei da combattimento in Libia con l'obiettivo di sostenere i mercenari russi già attivi sul territorio. Il generale Jeff Harrigian, comandante delle Forze aeree statunitensi in Europa, ha detto che “se la Russia consolida la sua presenza in Libia, gli Stati Uniti potrebbero dispiegare “sistemi di interdizione aerea ad ampio raggio”, aggiungendo che “se questo momento arriverà, creerà preoccupazioni relative alla sicurezza molto concrete per la zona meridionale dell'Europa”. Secondo Varvelli, tuttavia, è improbabile un maggiore coinvolgimento statunitense in Libia. “La Russia è percepita come un rivale politico e militare. Lo abbiamo visto in Siria e in altre posizioni. Più vi è un protagonismo russo, più gli Usa si allertano. Ma da qui a pensare che gli Stati Uniti possano intervenire in una maniera che non sia politica siamo abbastanza lontani”.

Varvelli evidenzia inoltre l'importanza che la Nato resti compatta nella crisi libica. “Il campo Atlantico vorrà come primo obiettivo evitare una crisi all’interno dell’Alleanza. Questo espone Turchia e Francia su poli opposti. La Francia è un po’ scomparsa dai radar dopo aver vinto la partita sul lancio della missione Ue ‘Irini’, svuotata di significato e condizionata dalla parte che prediligeva, ovvero un richiamo simbolico alla Turchia. Ma entrambe le potenze sanno che non possano andare oltre e che il gioco è più complesso”, aggiunge l’esperto. Gli Stati Uniti, a detta del direttore a Roma di Ecfr, stanno alzando la voce, ma rimarranno comunque in una posizione defilata. “Non penso che Donald Trump abbia intenzione di impegnarsi in un nuovo conflitto, anche se a volte le azioni militari possono essere utilizzare per distogliere l’attenzione da questioni interne, come la gestione della pandemia di Covid-19”, conclude l’esperto. (Asc)
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