Baghdad, 07 mag 2020 16:03 - (Agenzia Nova) - Un’altra sfida del governo Al Gazemi è la ripresa delle attività dello Stato islamico nel paese, che ha portato l’esercito e le milizie appartenenti alle Forze della mobilitazione popolare (Pmu) a intraprendere numerose operazioni anti-terrorismo in vari governatorati iracheni. In questi mesi il gruppo terroristico ufficialmente sconfitto nel 2017 ha lanciato diversi attacchi, tra cui quello contro una base dell’intelligence a Kirkuk e altre azioni multiple nei pressi di Samarra. Altro dossier aperto riguarda il difficile rapporto tra il governo centrale e quello della regione autonoma del Kurdistan iracheno. A aprile Baghdad ha sospeso il pagamento dei salari dei dipendenti dell'amministrazione regionale curda a causa di dispute finanziarie. Secondo l’esecutivo federale, il governo regionale curdo avrebbe smesso di trasferire nelle casse dello Stato i proventi dell’estrazione e della vendita del petrolio come pattuito nel 2019. Alla fine dello scorso anno, il ministro dell'Energia iracheno, Thamer Ghadhban, aveva infatti annunciato il raggiungimento di un accordo con il governo regionale curdo secondo cui quest'ultimo avrebbe pagato i proventi di 250 mila barili di petrolio al giorno all'Iraqi State Oil Marketing Organisation (Somo) in cambio della quota di budget statale spettante all'amministrazione curda. Stando alle autorità di Baghdad, tuttavia, nel mese di marzo Erbil avrebbe mancato di adempiere al proprio impegno. Il governo centrale iracheno versa circa 380 milioni di dollari per i salari degli impiegati dell'amministrazione curda. Secondo Masrour Barzani - primo ministro del governo regionale del Kurdistan iracheno - Baghdad starebbe trattenendo lo stipendio dei dipendenti del governo regionale "per punire il popolo curdo". (segue) (Res)
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