CREDITO
 
Credito: Sabatini a "la Repubblica", riduzione erogazioni figlia del calo della domanda
 
 
Roma, 18 feb 08:10 - (Agenzia Nova) - "Certo che esiste un problema. Ma non è creato dalle banche, è del Paese: che non cresce, non crea lavoro, non dà occupazione ai giovani. La limitata erogazione di credito agli under 35 è una conseguenza. Bisogna rilanciare l'economia". Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi (l'Associazione bancaria italiana) in una intervista a "la Repubblica" tenta di ribaltare la tesi di Tito Boeri: la riduzione delle erogazioni è figlia del calo della domanda. "Voglio dire che ci sono due elementi oggettivi, che spiegano largamente il calo della domanda. Da un lato ci sono meno giovani: tra il 2008 e il 2018 il numero delle persone in età lavorativa sotto i 35 anni è sceso da 13,8 milioni a 12,5 milioni. E poi c'è l'aspetto ancor più drammatico", precisa. "Sono scesi molto i giovani che hanno un lavoro - continua -. Nel decennio considerato si sono ridotti da poco meno di 7 milioni a 5,1, con un calo del 27 per cento. Se si uniscono i due parametri, si vede che il calo osservato nell'erogazione dei mutui è riconducibile all'evoluzione della domanda, non al comportamento dell'offerta, cioè di quello che fanno le banche". Eppure, l'impressione e le molte testimonianze dicono che le banche hanno motto stretto i cordoni, vogliono maggiori garanzie ed erogano importi minori. "Bisogna considerare che dopo gli anni della crisi il rischio di credito è diventato il punto di maggiore attenzione da parte dei supervisori, la disciplina sui crediti deteriorati ha determinato sicuramente un quadro più rigido sul fronte delle erogazioni".

Sabatini sostiene che "oggi le regole per dare un qualsiasi prestito impongono maggiore attenzione e questo può andare a scapito delle fasce che hanno un merito di credito più basso". Insomma, rischia di essere un circolo vizioso, quasi impossibile da spezzare. "Non è del tutto vero. Noi puntiamo molto sui meccanismi di garanzia, come il Fondo per la prima casa; un fondo pubblico che copre fino al 50 per cento del rischio e che ha lo scopo di attenuare le rigidità nelle erogazioni e aumentare il merito di credito di chi chiede un mutuo". Ci sono altre iniziative all'orizzonte. "Abbiamo tavoli aperti con le imprese e con le associazioni dei consumatori, per studiare gli strumenti che possono essere messi in campo. L'obiettivo è individuare i meccanismi di garanzia che possano migliorare il merito di credito di chi chiede un prestito, per comperare casa ma non solo. Bisogna lavorare su meccanismi strutturali: è questa la leva per migliorare le possibilità di ottenere finanziamenti anche da parte delle fasce più deboli". Però il mutuo casa è una tipologia piuttosto protetta di suo, se non altro per la garanzia dell'immobile. "lo ribalterei il ragionamento: è meglio non arrivare alla fase in cui si rischia di perdere il bene, la casa, perché non si riesce a pagare le rate. Prima di erogare un finanziamento bisogna tener presente il parametro prestito/valore del bene e quello rata/reddito disponibile, per evitare anche pericolose forme di sovraindebitamento", conclude Sabatini. (Rin)
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