LIBIA

 
 
 

Libia: Massolo (Ispi), molto presto per presenza militare

Berlino, 30 gen 12:45 - (Agenzia Nova) - In Libia, “è molto, molto presto per parlare di qualsiasi forma di presenza militare” internazionale, “rafforzata o meno”. È quanto affermato dall'ambasciatore Giampiero Massolo, presidente dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) e di Fincantieri. Intervistato da “Agenzia Nova” a Berlino, Massolo ha aggiunto di non credere che in Libia, “in questo momento, vi siano le condizioni per forze sul terreno”. Vi è, invece, “assolutamente la necessità di monitorare il cessate il fuoco” tra il Governo di accordo nazionale libico (Gna) e l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), come “seguito immediato della conferenza di Berlino” sulla Libia, tenuta il 19 gennaio scorso. Secondo il presidente dell'Ispi, tale monitoraggio “non necessita di personale sul terreno, si può fare tranquillamente con dei droni, dall'aria”. Tuttavia, “il monitoraggio è molto importante”. In merito alla conferenza di Berlino, Massolo ha osservato come il vertice abbia dovuto “in qualche modo prendere atto che vi sono due forze sul terreno” in Libia. Si tratta della Turchia in appoggio al Gna presieduto da Fayez al Sarraj e di Russia ed Emirati Arabi Uniti, che sostengono il generale Khalifa Haftar, comandante dell'Lna. La conferenza di Berlino ha quindi, “di fatto, fotografato una situazione di stallo” in Libia.

Per quanto riguarda gli sviluppi sul terreno, il presidente dell'Ispi ha affermato che “difficilmente Haftar riuscirà a conquistare Tripoli”, assediata dal 4 aprile scorso dall'Lna. A questo punto, ha evidenziato Massolo, “si ritorna al punto di partenza, bisogna creare un meccanismo di collaborazione internazionale tale che renda duraturo il cessate il fuoco e ne eviti quanto più possibile le degenerazioni”. Secondariamente, con questa forma di cooperazione internazionale, dovrà essere avviato il processo politico in Libia. Tuttavia, come notato dal presidente dell'Ispi, il paese è tale che per dare il via a un processo e controllare la situazione, “bisogna parlare con chi influenza le condizioni e le parti sul terreno”. Pertanto, “dobbiamo trovare un meccanismo e, allo stato attuale, lo sviluppo più promettente della conferenza di Berlino è l'avvio dei lavori sul progetto di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per coinvolgere chi è in grado di influire” in Libia. Come Italia, secondo Massolo, “dobbiamo cercare di mettere intorno a un tavolo chi può influire e dobbiamo farlo insieme alla Francia, colta come noi abbastanza in contropiede dagli sviluppi” in Libia. Inoltre, l'Italia “deve tornare a parlare e a cointeressare gli Stati Uniti” alla questione “in modo da premere in maniera coordinata su Russia, Turchia, Emirati, Qatar ed Egitto in modo da interrompere l'attività di disturbo sul terreno”. Finché questo non avverrà, ha concluso il presidente dell'Ispi, la tregua in Libia sarà “precaria, le armi continueranno a fluire” nel paese e non si avrà una pace, ma “una situazione di equilibrio precario”. (Geb)
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