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Uruguay: Banca mondiale, taglio a stime crescita 2019 e rialzo per 2020-2021
 
 
Washington, 11 ott 16:38 - (Agenzia Nova) - La Banca mondiale (Bm) ha rivisto al ribasso le prospettive economiche dell'Uruguay per il 2019 portando la proiezione del Pil a un +0,5 per cento rispetto al +1,5 per cento del rapporto semestrale dello scorso giugno. E' quanto afferma uno studio sull'integrazione commerciale della regione reso noto ieri, nel quale vengono invece riviste al rialzo le previsioni riguardo al 2020, passate dal +2,3 per cento al +2,5 per cento e per il 2021, passate dal 2,5 al +3,5 per cento. Nel caso dell'Uruguay, a sostenere la crescita nei prossimi due anni sarà l'impatto del mega investimento da 3 miliardi di dollari della finlandese Upm per l'installazione di una cartiera in grado di produrre 2,1 milioni di tonnellate di cellulosa all'anno.

Al ribasso rispetto a giugno anche le stime a livello regionale con una drastica riduzione delle proiezioni di crescita per il 2019 passate dal +1,7 per cento del Pil stimato nel rapporto semestrale dello scorso giugno all'attuale zero per cento (+0,8 per cento senza contare il Venezuela) fissato in uno studio sull'integrazione commerciale della regione reso noto ieri. Ridotte anche le prospettive di crescita per il 2020, passate dal 2,5 all'1,8 per cento, mentre solo nel 2021, secondo la Bm, l'economia regionale riprenderà una crescita più sostenuta, con una proiezione del +2,5 per cento.

Le ragioni della scarsa performance regionale, secondo l'ufficio del Chief Economist per l'America Latina ed i Caraibi, Martin Rama, non risiedono tanto nella congiuntura internazionale quanto in fattori locali. Al centro dell'attenzione, senza contare il caso eccezionale del Venezuela, sono le economie di Argentina, Brasile e Messico. "Il rallentamento appare più auto-inflitto che importato", si legge nel documento, che ad ogni modo non esclude un peggioramento delle prospettive in caso di "deterioramento del contesto internazionale".

Il documento della Bm pone l'accento sulla "scarsa integrazione della regione al commercio internazionale". In questo senso lo studio segnala come fattori di una possibile ripresa ed accelerazione della crescita in un prossimo futuro gli accordi commerciali "sud-nord" siglati negli ultimi dodici mesi: il rinnovato trattato di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada (Usmca) e l'accordo tra Unione Europea (Ue) e Mercato comune del Sud (Mercosur), composto da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

Un'analisi comparativa svolta su migliaia di accordi bilaterali dagli esperti della Bm, si legge nel documento, dimostra che gli accordi commerciali sud-nord aumentano il tasso di crescita in modo molto più significativo di quelli sud-sud. "Si prevede che entrambi gli accordi condurranno ad un maggior grado di complessità economica, che dovrebbe riflettersi in un impatto positivo nel medio termine sul prodotto interno lordo", afferma l'istituzione con sede a Washington. (Res)
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