SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: la sfida dell'idrogeno nella green economy al centro dell'evento Snam
 
 
Roma, 11 ott 17:00 - (Agenzia Nova) - La sfida dell’idrogeno nella green economy e l’importanza dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) nelle strategie delle imprese sono stati i temi principali sviluppati nel corso della prima giornata dell’evento “The hydrogen challenge” che si è conclusa a Roma. La conferenza, organizzata da Snam, è patrocinata dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), con il supporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), di Hydrogen Europe e H2IT e l’intervento del direttore generale di Irena. Nel corso della prima giornata dei lavori è stato presentato lo studio Snam-McKinsey, secondo cui in Italia l’idrogeno potrebbe coprire quasi un quarto della domanda totale di energia nel 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95 per cento. Inoltre, Snam ha annunciato che entro l’anno sarà avviata la sperimentazione di una miscela di idrogeno al 10 per cento e gas naturale nella rete di trasmissione a Contursi Terme, in Campania. La prima giornata dell’evento ha visto anche la firma di accordi sulla ricerca e l’innovazione con Israele e con il Consiglio nazionale delle ricerche. Infine, è stato lanciato il programma “Snam Plastic Less” per eliminare la plastica monouso dagli imballaggi industriali e dai distributori di bevande in tutte le sedi aziendali. Nel corso del dibattito odierno è stato approfondito il ruolo dei gas rinnovabili, e in particolare dell’idrogeno, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico. L’idrogeno, elemento più abbondante dell’universo, non genera nei suoi vari utilizzi emissioni climalteranti e inquinanti e può essere trasportato e stoccato utilizzando le infrastrutture esistenti. Secondo l’associazione Hydrogen Council, di cui fa parte anche Snam, il valore dell’economia dell’idrogeno è destinato ad aumentare dai circa 100 miliardi di dollari l’anno di oggi a 2.500 miliardi di dollari nel 2050. In apertura dei lavori, Luca Dal Fabbro, presidente di Snam, ha affermato che l’idrogeno è una delle soluzioni importanti per il futuro nel quadro del climate change e dell’inquinamento ambientale. L’idrogeno è “un bene prezioso” che si può produrre attraverso l’elettrolisi dell’acqua, quindi in modo rinnovabile, ha spiegato. A titolo di esempio, Dal Fabbro ha evidenziato che un chilogrammo di idrogeno riesce a spostare una macchina per 130 chilometri. Inoltre, è "importante nelle società introdurre il concetto che la società che massimizza il profitto a breve non è più sostenibile e che dobbiamo pensare a cicli più lunghi”. Nel quadro dei cambiamenti climatici, “le grandi società hanno una responsabilità: non solo non inquinare, ma anche permettere il dialogo”. Per questo motivo, “l’investimento di tempo è importante perché dal dialogo si possono sviluppare piani olistici”, ha aggiunto Dal Fabbro. Il presidente di Snam ha ricordato che “nell’economia circolare l’Europa e l’Italia rappresentano un leading example”, come avviene nei “consorzi di riciclo degli oli esausti”. Si tratta di una “grande opportunità e dobbiamo confrontarci”, ha concluso. Il ruolo dell’Italia nella decarbonizzazione è stato illustrato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo intervento."Consapevoli degli ostacoli che dobbiamo affrontare, l'Italia ha scelto quella che siamo convinti essere la giusta direzione: ridurre a zero le emissioni dannose per il clima e garantire crescita socio-economica e sostenibilità dei nuovi modelli”, ha affermato il premier. "Dobbiamo perseguire questo obiettivo senza trascurare la necessaria, realistica, attenzione agli aspetti di sicurezza energetica e di equità sociale, tanto più nella fase di transizione già in corso. Si tratta infatti di trasformare, correggendone gli effetti negativi, modelli che hanno anche apportato molti benefici". Secondo il presidente del Consiglio "le possibili soluzioni non mancano: maggiori investimenti nell'innovazione tecnologica, ampio ricorso alle energie rinnovabili, efficientamento energetico, digitalizzazione, integrazione dei sistemi. Sono concetti noti ormai a tutti, anche ai non specialisti nel campo dell’energia”. Gli "eventi come quello odierno dimostrano la consapevolezza e l'attenzione sul tema della transizione energetica che deve parlare di innovazione e riconversione e, sopratutto, deve avere un accompagnamento graduale da parte di chi governa per evitare uno shock produttivo”, ha dichiarato da parte sua il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Per questo, ha ricordato il ministro, c'è la necessità "di interloquire con gli operatori del settore per capire come queste transizioni necessarie devono essere accompagnate da chi governa il paese" per sfruttarne le grandi opportunità "derivanti anche dall'evoluzione tecnologica". In conclusione, per il ministro, "l'ambiente non più un sistema da proteggere ma il motore per un futuro sostenibile". (Res)
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