SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Iraq, Human Rights Watch, almeno 105 morti durante le proteste
 
 
Baghdad, 11 ott 16:00 - (Agenzia Nova) - Almeno 105 persone hanno perso la vita nel corso delle proteste in corso dallo scorso primo ottobre in Iraq. Lo riferisce l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw), secondo cui gli agenti sono ricorsi a “un uso eccessivo della forza per disperdere i manifestanti”, bersaglio di “colpi d’arma da fuoco e cannoni d’acqua”. Nelle proteste sono anche rimaste ferite almeno 4 mila persone. Le manifestazioni sono iniziate il primo ottobre a Baghdad e nelle città del sud del paese con la richiesta di servizi migliori e di una più efficace lotta alla corruzione. Il 6 ottobre scorso si è dimesso il governatore del consiglio provinciale di Baghdad, Falah al Gazairy, a causa delle critiche in merito all’uso della forza da parte delle autorità; successivamente, il primo ministro Adel Abdul-Mahdi ha ordinato la formazione di una commissione d’inchiesta sui fatti. Oggi l’ayatollah Ali al Sistani, massima autorità religiosa per gli sciiti iracheni, ha accusato governo e forze di sicurezza di essere "responsabili dello spargimento di sangue" durante le recenti proteste. “Condanniamo l’uso della forza contro i dimostranti. Chiediamo con forza che il governo indaghi e sveli chi ha sparato sulla folla entro due settimane”, ha aggiunto Al Sistani durante la consueta predica del venerdì. Intanto fervono i preparativi a Baghdad e in diverse città irachene per nuove proteste, previste stasera, contro il governo del premier Abdul-Mahdi. Lo ha riferito un gruppo di attivisti ad "Agenzia Nova", manifestando la loro determinazione affinché il capo dell'esecutivo si dimetta. Le manifestazioni di oggi, denominate "Giornata dei martiri", saranno dedicate ai manifestanti morti nelle proteste della scorsa settimana. La Commissione per i diritti umani ha annunciato ieri che il numero dei manifestanti morti è salito a 105 persone, mentre i feriti sono oltre 4 mila. In precedenza, il governo ha parlato di 104 morti e 6.100 feriti. Il leader del Fronte per la salvezza e lo sviluppo, Osama al Nujaifi, ha dichiarato nel corso dell'incontro con l'ambasciatore degli Stati Uniti a Baghdad, Matthew Toller, che le proteste nascono dalla mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni, dopo che il governo ha fallito nel compito di gestire bene lo Stato. Al Nujaifi ha messo in guardia dall'uso della forza eccessiva e della repressione nei confronti dei manifestanti. (Irb)
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