GOVERNO
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Governo: Mogherini al "7 Corriere della Sera", c'è stato un deterioramento del dibattito politico che non mi piace (2)
 
 
Roma, 11 ott 10:10 - (Agenzia Nova) - È per questo che da un po' di mesi non interviene sulle questioni italiane? "Il contatto con Roma in questi anni non è mai venuto meno. I lavoro di coordinamento è stato costante con tutte le istituzioni, da Palazzo Chigi in giù, nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali. Per essere efficace, questo lavoro non ha sempre bisogno di essere visibile. Anzi. Ho preferito dare priorità alla qualità del lavoro e alla possibilità di raggiungere risultati. E ho cercato di mantenere sempre un profilo istituzionalmente corretto: io, infatti, a differenza degli altri membri della Commissione, presiedo anche il Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Stati membri, ed è mia responsabilità che ognuno dei 28 si senta pienamente rappresentato da me". Come sono i suoi rapporti con il premier Giuseppe Conte? "Ho sempre lavorato molto bene con lui, prima e dopo il cambio di governo. Anche con Luigi Di Maio e in generale con il M5S ogni volta che abbiamo lavorato insieme sulla politica estera e sulla difesa". E i suoi rapporti con Matteo Renzi? "Non ci sono". Con Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni? "Sono ottimi. Con Nicola Zingaretti ci conosciamo da una vita. Con Paolo Gentiloni abbiamo lavorato tanto insieme e abbiamo fatto due passaggi di consegne al ministero degli Esteri e ora che è diventato il nuovo commissario italiano". C'è chi sostiene che la politica estera dell'Ue sia debole perché gli Stati si muovono singolarmente. È d'accordo? "No. Questa affermazione parte dall'idea sbagliata che la politica estera europea debba sostituire la politica nazionale. Ma una competenza non deve essere esclusiva per esistere. Una politica estera nazionale forte non è in contraddizione con una politica estera europea forte. Se indirizzate in modo coerente si rafforzano. Il punto non è 'parlare con una voce sola', si perderebbe la ricchezza della nostra diversità, ma usare tutte le nostre voci per passare messaggi coerenti. Ho sempre pensato al mio ruolo come a quello di un direttore d'orchestra più che a quello di un solista in un concerto". (segue) (Rin)
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