ISTRUZIONE
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Istruzione: Ascani a "Il Sole 24 Ore", scuola-lavoro da rafforzare negli istituti tecnici e professionali (2)
 
 
Roma, 10 ott 09:25 - (Agenzia Nova) - Secondo Ascani il 'decreto precari' che arriva oggi sul tavolo del consiglio dei ministri "è solo un primo passo - spiega -. Famiglie e studenti, quest'anno, hanno iniziato le lezioni trovandosi di fronte un quadro inaccettabile, con un supplente praticamente in ciascuna classe. A settembre 2020 assumeremo 24mila precari, e apriremo le porte ad altri 24/25mila nuovi docenti con una selezione ordinaria. Confermiamo anche il vincolo di permanenza in cattedra di chique anni, compreso l'anno di prova, per tutti i neo-ingressi per garantire la continuità didattica". Anche stavolta, però, il primo provvedimento sulla scuola riguarda i precari... "Non sono d'accordo. Riguarda i ragazzi perché diamo una spallata alla supplentite, e facciamo ripartire i concorsi ordinari e meritocratici che daranno la possibilità a molti giovani laureati, in possesso dei requisiti richiesti dalle norme, di poter insegnare. Ricordo che l'età media in cattedra in Italia supera i 5o anni, un record a livello internazionale". Certo. Ma c'è pure la didattica. E un mismatch molto forte... "Ecco questa, per me, e per il Pd, sarà la priorità. Ricreare un link stabile e duraturo tra scuole, territori e tessuto imprenditoriale. Penso agli istituti tecnici superiori, un'esperienza di eccellenza, che vogliamo far decollare, magari assieme a Mise e ministero del Lavoro. Io sono umbra, e nel mio territorio i diplomad Its vanno letteralmente a ruba da parte delle aziende locali. Dobbiamo superare i freni ideologici: nessuno vuole una scuola-azienda, e mi creda, neppure le imprese. Ma non possiamo pensare che istruzione e lavoro continuino a viaggiare su binari paralleli". Ne ha parlato con il ministro Fioramonti? "Certo. Nei prossimi giorni inizieremo a dettagliare le priorità, anche in vista della manovra. Gliene indico tre, mie e del Pd. Valorizzazione degli insegnanti e più formazione. Un sistema di valutazione serio che sostenga e aiuti le scuole. Diritto allo studio, a partire dal costo dei libri scolastici che pesa sulle famiglie e va ridotto", ha concluso Ascani. (Rin)
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