VATICANO
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Vaticano: De Franssu (Ior) a "Il Sole 24 Ore", nessuna guerra sul controllo delle risorse finanziarie (4)
 
 
Roma, 10 ott 09:26 - (Agenzia Nova) - "La missione rimane quella di essere al servizio della Chiesa in tutto il mondo. Non dimentichiamo che oggi, con un'unica sede ed un organico di poco più di loo persone, lo lor raggiunge ben 112 paesi e che spesso, in aree geopoliticamente critiche, prive o carenti di servizi finanziari affidabili ed efficienti, è l'unico referente perle congregazioni che operano sul territorio". Ior, un nome che ancora impone un fardello del passato. Avete mai pensato di proporre il cambio del nome? "No, mai, e non spetterebbe certo a noi. Ma una cosa voglio dire: noi siamo davvero l'Istituto per le Opere di Religione, mai questo marchio è stato così aderente alla nostra azione. Non siamo certo una investment bank". Perché una congregazione dovrebbe continuare a servirsi di voi se ormai avete le stesse regole di tutte le banche commerciali? "Guardi dove siamo: un tassello dentro il cuore della cristianità. Le ragioni per servirsi di noi sono due, su tutte. Innanzitutto nel nostro lavoro rispettiamo i principi della fede cattolica e della Dottrina Sociale della Chiesa In secondo luogo, i nostri guadagni (per il 2018 utile di 17,5 milioni) vanno all'azione pastorale del Papa. È quindi utile ribadire che quando una congregazione, o in generale un cliente, lavora con lo lor contribuisce finanziariamente in maniera diretta e concreta all'operato del Santo Padre e non a logiche esclusivamente economiche tipiche di una banca. In più vorrei aggiungere un accenno alla qualità dei nostri servizi, ai costi decisamente molto bassi e alle griglie etiche dei nostri investimenti, sempre più accurate e complete per garantirne la massima aderenza ai principi etico-cattolici". In passato è arrivato di tutto dentro il Torrione. (segue) (Res)
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