SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Siria, imminente operazione turca apre nuovo fronte, Onu esprime “preoccupazione”
 
 
Ankara, 08 ott 15:15 - (Agenzia Nova) - Dopo settimane di minacce più o meno velate, la Turchia sembra voler fare sul serio: l’annunciata operazione militare nel nord-est della Siria (la terza in tre anni) è sul punto di partire e gli Stati Uniti, informati nella serata di domenica con una telefonata tra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Donald Trump, hanno già concesso il via libera. Non solo: poco prima di partire per la Serbia, dove è atteso in visita, lo stesso Erdogan ha fatto sapere che il ritiro delle forze Usa è già iniziato. E in effetti sui social sono stati diffusi in queste ore dalla Siria settentrionale video che riprendono i convogli statunitensi in partenza. Uno di essi è stato bloccato da un gruppo di civili che chiedono ai militari assistenza contro l’imminente offensiva turca. Si apre così, in una zona già teatro di durissimi combattimenti contro lo Stato islamico e già contraddistinta da forti tensioni, un nuovo fronte nel quadro della complessa crisi siriana. La risposta dei curdi siriani non si è fatta attendere. "Non esiteremo a trasformare qualsiasi attacco (turco) non provocato in una guerra totale”, si legge in un comunicato delle Forze democratiche siriane (Fds), alleanza di forze antigovernative composte principalmente dai combattenti curdi delle Unità di protezione dei popoli (Ypg) che controlla l’area sulla quale si concentrerà l’eventuale operazione turca e che negli ultimi anni è stata un prezioso alleato degli Stati Uniti contro lo Stato islamico. La posizione delle Fds è stata ulteriormente chiarita su Twitter dal portavoce Mustafa Bali. “Nonostante l’accordo sul meccanismo di sicurezza e la conseguente distruzione delle nostre fortificazioni, le forze Usa non hanno rispettato le loro responsabilità e hanno iniziato a ritirarsi dal confine, lasciando che l’area si trasformi in una zona di guerra. Ma le Forze siriane democratiche sono determinate a difendere il nord-est della Siria a ogni costo”, ha scritto Bali. Il portavoce ha successivamente precisato: “Noi non ci aspettiamo che gli Stati Uniti proteggano il nord-est della Siria. Ma la nostra gente merita una spiegazione a proposito dell’accordo sul meccanismo di sicurezza, della distruzione delle fortificazioni e della fuga degli Stati Uniti dalle proprie responsabilità”. L’intesa cui Bali fa riferimento è quella legata all'istituzione, ad opera di Turchia e Usa, di una zona di sicurezza nel nord-est della Siria. (Res)
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