Esteri
 
I fatti del giorno - Nord Africa
 
 
Roma, 07 ott 12:00 - (Agenzia Nova) - Libia: scontri con armi pesanti a sud di Tripoli - Gli scontri continuano in Libia con vari tipi di armi pesanti nella periferia di Al Sbea e Al Azizia, a sud di Tripoli. Lo ha dichiarato Abdelkader Dardira, comandante del 110mo Battaglione del Governo di accordo nazionale libico (Gna). Citato dal sito web “Libya al Ahrar”, Dardira ha smentito una notizia diffusa domenica sera, secondo cui "le forze di Khalifa Haftar hanno fatto progressi su tutti fronte a Tripoli", sottolineando che le forze del Gna "sono tornate in tutti i siti persi negli ultimi due giorni, dopo l'arrivo di nuovi rinforzi militari".

Libia: Onu condanna il raid al club equestre di Tripoli - La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) si dice "sconvolta" per un attacco aereo condotto sul Club equestre nel quartiere Janzour, a ovest di Tripoli. “L'Unsmil ha inviato una missione di valutazione per identificare il sito bersaglio e la natura dell'attacco. La missione di valutazione è stata in grado di confermare che un caccia da combattimento ha lanciato quattro bombe non guidate sul Circolo equestre, una struttura civile, e che sul sito colpito non sono stati osservati né beni militari né infrastrutture militari ", ha dichiarato la missione delle Nazioni Unite. “L'Unsmil condanna nei termini più forti possibili questo orribile attacco e ribadisce che gli attacchi contro civili e infrastrutture civili costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e possono costituire un crimine di guerra. L'Unsmil condividerà le informazioni e le prove raccolte durante la missione di valutazione con il Consiglio di sicurezza, il gruppo di esperti e altre entità internazionali pertinenti", ha aggiunto la nota.

Libia: ministro Interno Bashaga, Gna in grado di stabilire sicurezza a Tripoli e sobborghi - Il ministero dell’Interno di Tripoli "è fortemente determinato a stabilire la sicurezza nella capitale libica e nei suoi sobborghi, nonostante le circostanze della guerra in città". Lo ha affermato il titolare del dicastero del Governo di accordo nazionale (Gna), Fathi Bashagha. Parlando ieri durante un incontro con il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza Gilles Michaud, Bashagha ha invitato la Comunità internazionale e le Nazioni Unite "a fornire sostegno al ministero e al Gna, il governo legittimo in Libia". "Da parte sua, Michaud ha espresso la sua disponibilità ad assistere il ministero a vari livelli attraverso l'Interpol", si legge in una nota.

Mediterraneo: domani al Cairo settimo vertice trilaterale Cipro, Egitto e Grecia - Si tiene domani, 8 ottobre, al Cairo il settimo vertice trilaterale tra Cipro, Egitto e Grecia nell’ambito del programma di cooperazione avviato tra i tre paesi. Il presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, insieme al capo dello Stato cipriota, Nicos Anastasiades, e al primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, dovrebbero firmare accordi bilaterali in materia di cooperazione nel campo degli investimenti e confermare la collaborazione a favore della stabilità nel Mediterraneo. Secondo quanto riferito dalla stampa di Atene, i colloqui del premier Mitsotakis saranno dedicati al dialogo sugli sviluppi regionali, tra cui, la situazione in Siria, Libia e il processo di pace in Medio Oriente, nonché su questioni internazionali, come la lotta contro il terrorismo internazionale e l'immigrazione clandestina, oltre al coordinamento in materia di sicurezza, ma anche la stessa cooperazione dei tre paesi nella promozione di posizioni reciproche nelle organizzazioni internazionali. Inoltre una soluzione alla questione cipriota sulla base di una federazione bizonale e bicomunale, nell’ambito del quadro definito dalle Nazioni Unite, dovrebbe essere sollevata durante i colloqui dal premier di Atene.

Marocco: premier El Othmani consegna a re Mohammed VI la lista del nuovo governo - Il premier marocchino, Saad Eddine el Othmani, ha informato di aver trasmesso al re Mohammed VI la lista dei ministri del nuovo governo. Secondo alcune fonti, ben sei ministri del partito islamico Giustizia e Sviluppo (Pjd) stanno per andarsene, mentre almeno due dovrebbero rimanere nel nuovo esecutivo. Il premier e leader del partito Pjd ha annunciato sabato scorso, 5 ottobre, di aver trasmesso al re Mohammed VI l'elenco dei membri del nuovo governo. El Othmani, tuttavia, ha rifiutato di divulgare i nomi presentati perché questa è “una prerogativa del sovrano”. Secondo il quotidiano “Akhbar Al Youm” la composizione del nuovo governo sarà annunciata oggi o domani. "Sono previste diverse sorprese, tra cui la concessione del ministero della Giustizia all'Unione socialista delle Forze popolari", afferma il giornale. E’ quasi certo che i ministri del Pjd Mohamed Yatim (Lavoro), Lahcen Daoudi (Governance), Bassima Hakkaoui (Solidarietà), Najib Boulif (Trasporti), Khalid Samadi (Istruzione) e Mustapha El Khalfi (Relazioni con in parlamento) lasceranno il governo. Lo stesso destino, secondo il giornale marocchino, seguiranno Mohamed Aujjar (Giustizia) e Rachid Talbi Alami (Gioventù e sport) Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni), partito liberale del Marocco, nonché di Mohamed Laaraj (Cultura). D'altro canto, gli altri ministri del Pjd Mustapha Ramid (Dritti umani) e Said Amzazi che dovrebbero presumibilmente mantenere le loro posizioni attuali.

Algeria: ministro Commercio, “speriamo in riuscita zona di libero scambio continentale” - L’Algeria spera nel successo della Zona di libero scambio africana, che “entrerà in vigore nel luglio del 2020 portando il commercio continentale al valore di 35 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 52 per cento”. Lo ha dichiarato il ministro del Commercio, Said Djellab, intervenendo questa mattina ad Algeri al Simposio africano sulla Zona di libero scambio, evento cui prendono parte ministri di diversi paesi del continente. “Attualmente gli scambi commerciali tra i nostri paesi sono i più deboli al mondo. Il libero scambio è stimato al 2 per cento a livello mondiale, di cui il 15 per cento è rappresentato dall’Africa”, ha osservato Djellab, secondo cui “i paesi del mondo considerano il nostro continente solo come un fornitore di materie prime”.

Tunisia: il leader della Corrente democratica si prepara a fare “un’opposizione responsabile” - Il segretario generale della Corrente democratico (Attayar), Mohamed Abbou, ha annunciato oggi sulla sua pagina Facebook che il suo partito è pronto a fare “un’opposizione responsabile”. “Il popolo tunisino ha scelto di non metterci al primo posto per formare il governo. In accordo con la nostra visione di uno Stato forte e giusto, accettiamo questa scelta e faremo un'opposizione seria e responsabile, come avevamo promesso", ha annunciato Abbou. Parlando all’emittente “Mosaique Fm”, Ghazi Chaouachi, portavoce del partito, ha confermato le parole del segretario generale, aprendo però ad eventuali alleanze. "Avremo un blocco parlamentare rispettabile con 18-20 deputati. È certo che ci saranno negoziati per formare una maggioranza. Se ci sarà una maggioranza che ci piace, che è in grado di risolvere i problemi che il paese sta attraversando e di costruire una nuova Tunisia, ne faremo parte per il bene del paese. I nostri elettori ci hanno eletto per governare", ha detto Chaouachi. “Sarà impossibile fare una coalizione con Qalb Tounes o Ennahda, ma potremmo far parte di una composizione in grado di soddisfare tutti. Non parlo di seggi o di posizioni ministeriali, ma di un programma per far uscire il paese dalla crisi", ha aggiunto,il portavoce, aprendo alla possibilità di un “appoggio esterno” al prossimo governo. Secondo il portavoce di Attayar, infine "una dissoluzione del parlamento sarebbe catastrofica”. La Tunisia, a suo dire, “non sosterrà le nuove elezioni".

Algeria: le banche riprendono le riunioni sui prestiti dopo sei mesi di stop - I comitati di studio dei prestiti delle banche nazionali dell’Algeria hanno ripreso a riunirsi questa settimana, dopo una pausa di sei mesi, a causa delle proteste popolari in corso dal 22 febbraio. Gli incontri esamineranno piccoli prestiti destinati ai giovani tramite specifici meccanismi di sostegno. Sono esclusi, per ora, i grandi investimenti. I comitati si riuniranno solo una volta al mese, mentre prima dell'inizio delle dimostrazioni si tenevano riunioni due o tre volte alla settimana, a seconda delle dimensioni dei progetti in esame. E’ stato il ministro delle Finanze, Mohamed Loukel, a incaricare le istituzioni bancarie pubbliche di riprendere le riunioni dopo un congelamento di sei mesi. I prestiti superiori ai 10 milioni di dinari (76 mila euro) dovrebbero essere congelati fino a dopo le elezioni presidenziali previste per il 12 dicembre. Le proteste non hanno intaccato invece l'erogazione di prestiti in settori chiave come l'agricoltura e gli idrocarburi.

Algeria: ministro Esteri Boukadoum, “da deputata francese Panot attacco alla nostra sovranità” - Il ministro degli Affari esteri algerino, Sabri Boukadoum, ha respinto oggi le accuse relative al caso della deputata francese Mathilde Panot, leader del partito della sinistra radicale La France insoumise (La Francia indomita), fermata, trattenuta ed espulsa dalle forze di sicurezza algerine per aver partecipato alle manifestazioni studentesche nella città di Bejaia. "Quello che ha fatto la parlamentare francese è considerato un attacco alla sovranità nazionale", ha spiegato il capo della diplomazia algerina. Secondo Boukadoum, la deputata francese è entrata in Algeria "con un visto turistico e ha cercato di fare cose che non hanno nulla a che fare con il turismo". "Se un parlamentare, un politico o persino un giornalista algerino partecipassero a manifestazioni all'estero, come la prenderebbero i paesi ospitanti?", si è chiesto il ministro, prima di continuare: "Questo è un attacco alla sovranità nazionale (...). È parlamentare in Francia e non in Algeria”, ha concluso il capo della diplomazia di Algeri.

Tunisia: Ghannouchi, “non siamo felici di vedere Karoui in carcere” - Il leader del movimento politico islamico tunisino Ennahda, Rached Ghannouchi, in testa secondo i risultati preliminari delle elezioni legislative tenute ieri, ha detto di non essere “felice della detenzione in carcere di Nabil Karoui”, leader del partito Qalb Tounes, seconda forza del nuovo parlamento secondo gli exit poll. "Ci sarebbe piaciuto vederlo in libertà", ha detto Ghannouchi ieri sera in conferenza stampa. "Alcuni media hanno deriso la presenza di un candidato alla presidenza in carcere (...). Questo è un onore per la democrazia tunisina, dal momento che un prigioniero ha potuto esercitare i suoi diritti, incluso quello di competere per la massima carica dello Stato”, ha detto il presidente di Ennahda. Per quanto riguarda i risultati delle elezioni legislative, Ghannouchi ha dichiarato che la vittoria rivendicata del suo partito "non è stata facile da ottenere": "Non abbiamo vinto queste elezioni con il 99 per cento dei voti, ma solo il 20 per cento. Di conseguenza, dovremo affrontare una forte opposizione. Lo rispettiamo, fa parte della democrazia", ha detto il leader tunisino.

Algeria: ministro Commercio, “speriamo in riuscita zona di libero scambio continentale” - L’Algeria spera nel successo della Zona di libero scambio africana, che “entrerà in vigore nel luglio del 2020 portando il commercio continentale al valore di 35 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 52 per cento”. Lo ha dichiarato il ministro del Commercio, Said Djellab, intervenendo questa mattina ad Algeri al Simposio africano sulla Zona di libero scambio, evento cui prendono parte ministri di diversi paesi del continente. “Attualmente gli scambi commerciali tra i nostri paesi sono i più deboli al mondo. Il libero scambio è stimato al 2 per cento a livello mondiale, di cui il 15 per cento è rappresentato dall’Africa”, ha osservato Djellab, secondo cui “i paesi del mondo considerano il nostro continente solo come un fornitore di materie prime”.

Tunisia: il leader della Corrente democratica si prepara a fare “un’opposizione responsabile” - Il segretario generale della Corrente democratico (Attayar), Mohamed Abbou, ha annunciato oggi sulla sua pagina Facebook che il suo partito è pronto a fare “un’opposizione responsabile”. “Il popolo tunisino ha scelto di non metterci al primo posto per formare il governo. In accordo con la nostra visione di uno Stato forte e giusto, accettiamo questa scelta e faremo un'opposizione seria e responsabile, come avevamo promesso", ha annunciato Abbou. Parlando all’emittente “Mosaique Fm”, Ghazi Chaouachi, portavoce del partito, ha confermato le parole del segretario generale, aprendo però ad eventuali alleanze. "Avremo un blocco parlamentare rispettabile con 18-20 deputati. È certo che ci saranno negoziati per formare una maggioranza. Se ci sarà una maggioranza che ci piace, che è in grado di risolvere i problemi che il paese sta attraversando e di costruire una nuova Tunisia, ne faremo parte per il bene del paese. I nostri elettori ci hanno eletto per governare", ha detto Chaouachi. “Sarà impossibile fare una coalizione con Qalb Tounes o Ennahda, ma potremmo far parte di una composizione in grado di soddisfare tutti. Non parlo di seggi o di posizioni ministeriali, ma di un programma per far uscire il paese dalla crisi", ha aggiunto,il portavoce, aprendo alla possibilità di un “appoggio esterno” al prossimo governo. Secondo il portavoce di Attayar, infine "una dissoluzione del parlamento sarebbe catastrofica”. La Tunisia, a suo dire, “non sosterrà le nuove elezioni".

Algeria: le banche riprendono le riunioni sui prestiti dopo sei mesi di stop - I comitati di studio dei prestiti delle banche nazionali dell’Algeria hanno ripreso a riunirsi questa settimana, dopo una pausa di sei mesi, a causa delle proteste popolari in corso dal 22 febbraio. Gli incontri esamineranno piccoli prestiti destinati ai giovani tramite specifici meccanismi di sostegno. Sono esclusi, per ora, i grandi investimenti. I comitati si riuniranno solo una volta al mese, mentre prima dell'inizio delle dimostrazioni si tenevano riunioni due o tre volte alla settimana, a seconda delle dimensioni dei progetti in esame. E’ stato il ministro delle Finanze, Mohamed Loukel, a incaricare le istituzioni bancarie pubbliche di riprendere le riunioni dopo un congelamento di sei mesi. I prestiti superiori ai 10 milioni di dinari (76 mila euro) dovrebbero essere congelati fino a dopo le elezioni presidenziali previste per il 12 dicembre. Le proteste non hanno intaccato invece l'erogazione di prestiti in settori chiave come l'agricoltura e gli idrocarburi.

Algeria: ministro Esteri Boukadoum, “da deputata francese Panot attacco alla nostra sovranità” - Il ministro degli Affari esteri algerino, Sabri Boukadoum, ha respinto oggi le accuse relative al caso della deputata francese Mathilde Panot, leader del partito della sinistra radicale La France insoumise (La Francia indomita), fermata, trattenuta ed espulsa dalle forze di sicurezza algerine per aver partecipato alle manifestazioni studentesche nella città di Bejaia. "Quello che ha fatto la parlamentare francese è considerato un attacco alla sovranità nazionale", ha spiegato il capo della diplomazia algerina. Secondo Boukadoum, la deputata francese è entrata in Algeria "con un visto turistico e ha cercato di fare cose che non hanno nulla a che fare con il turismo". "Se un parlamentare, un politico o persino un giornalista algerino partecipassero a manifestazioni all'estero, come la prenderebbero i paesi ospitanti?", si è chiesto il ministro, prima di continuare: "Questo è un attacco alla sovranità nazionale (...). È parlamentare in Francia e non in Algeria”, ha concluso il capo della diplomazia di Algeri.

Tunisia: Ghannouchi, “non siamo felici di vedere Karoui in carcere” - Il leader del movimento politico islamico tunisino Ennahda, Rached Ghannouchi, in testa secondo i risultati preliminari delle elezioni legislative tenute ieri, ha detto di non essere “felice della detenzione in carcere di Nabil Karoui”, leader del partito Qalb Tounes, seconda forza del nuovo parlamento secondo gli exit poll. "Ci sarebbe piaciuto vederlo in libertà", ha detto Ghannouchi ieri sera in conferenza stampa. "Alcuni media hanno deriso la presenza di un candidato alla presidenza in carcere (...). Questo è un onore per la democrazia tunisina, dal momento che un prigioniero ha potuto esercitare i suoi diritti, incluso quello di competere per la massima carica dello Stato”, ha detto il presidente di Ennahda. Per quanto riguarda i risultati delle elezioni legislative, Ghannouchi ha dichiarato che la vittoria rivendicata del suo partito "non è stata facile da ottenere": "Non abbiamo vinto queste elezioni con il 99 per cento dei voti, ma solo il 20 per cento. Di conseguenza, dovremo affrontare una forte opposizione. Lo rispettiamo, fa parte della democrazia", ha detto il leader tunisino. (Res)
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