SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Ue, Consiglio adotta misure per migliore protezione informatori
 
 
Bruxelles, 07 ott 15:45 - (Agenzia Nova) - Garantire un elevato livello di protezione per gli informatori in settori come gli appalti pubblici, i servizi finanziari, il riciclaggio di denaro, la sicurezza dei prodotti e dei trasporti, la sicurezza nucleare, la salute pubblica, la protezione dei consumatori e dei dati. E' lo scopo delle nuove norme in materia di protezione degli informatori adottate oggi dal Consiglio Giustizia dell'Unione europea. Il Consiglio ha spiegato che le nuove norme imporranno la creazione di canali sicuri per effettuare le segnalazioni sia all'interno di un'organizzazione, privata o pubblica, che alle autorità pubbliche; garantiranno un livello di protezione elevato per gli informatori contro le ritorsioni e obbligheranno le autorità nazionali a informare adeguatamente i cittadini e a impartire ai funzionari pubblici una formazione su come trattare le segnalazioni. L'atto legislativo sarà ora ufficialmente firmato, dopodiché pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme nel diritto nazionale. "L'Ue è determinata ad assicurare il buon funzionamento di un sistema democratico basato sullo stato di diritto. Si tratta pertanto di garantire un livello di protezione elevato in tutta l'Unione agli informatori che hanno il coraggio di parlare apertamente. Nessuno dovrebbe rischiare la propria reputazione o il proprio lavoro per denunciare un comportamento illegale", ha dichiarato il ministro finlandese della giustizia, Anna-Maja Henriksson. Il Consiglio ha spiegato che tra gli elementi principali della proposta c'è l'obbligo di creare canali di segnalazione efficaci ed efficienti in società con oltre 50 dipendenti o comuni di più di 10mila abitanti perché questo contribuirà allo sviluppo di una cultura aziendale sana. Inoltre, gli informatori saranno incoraggiati a usare prima di tutto i canali interni alla loro organizzazione per poi ricorrere a quelli esterni che le autorità pubbliche sono tenute a istituire. In ogni caso, gli informatori non perderanno la protezione qualora decidano di ricorrere in primo luogo ai canali esterni. Tra gli elementi principali c'è anche quello che amplia la platea dei profili che potrebbero acquisire informazioni sulle violazioni in un contesto lavorativo, ad esempio i lavoratori dipendenti, compresi funzionari pubblici a livello nazionale e locale, volontari e tirocinanti, membri senza incarichi esecutivi, azionisti, e così via. Anche l'ambito di applicazione si allarga: le nuove norme copriranno settori quali gli appalti pubblici, i servizi finanziari, la prevenzione del riciclaggio, la salute pubblica e così via. Il Consiglio ha specificato che, per motivi di certezza del diritto, un elenco di tutti gli strumenti legislativi dell'Ue che vi rientrano è allegato alla direttiva, ma gli Stati membri possono andare oltre tale elenco nell'attuare le nuove norme. Si prevedono, inoltre, misure di sostegno e di protezione degli informatori perché le norme introducono garanzie per proteggere gli informatori dalle ritorsioni, quali la sospensione, la retrocessione e l'intimidazione. Anche coloro che assistono gli informatori, come colleghi e parenti, sono protetti e, su questo fronte, la direttiva comprende un elenco delle misure di sostegno che saranno adottate a favore degli informatori. Tra gli ulteriori elementi introdotti dalle norme adottate oggi, c'è l'obbligo di rispondere e dare seguito alle segnalazioni degli informatori entro 3 mesi, con la possibilità di portare il termine a 6 mesi per i canali esterni in casi debitamente giustificati.Con informatori si definiscono le persone che parlano apertamente quando sono testimoni di un comportamento illecito nell'ambito del proprio lavoro, che può nuocere all'interesse pubblico, ad esempio danneggiando l'ambiente, la salute pubblica e la sicurezza dei consumatori e le finanze pubbliche. Attualmente la protezione garantita agli informatori è frammentata, in quanto, al momento, solo 10 paesi dell'Ue dispongono di una legislazione completa in materia di protezione degli informatori. A livello dell'Ue esiste una legislazione solo in un numero limitato di settori, per lo più in materia di servizi finanziari, che include misure per proteggere gli informatori. Uno studio del 2017 realizzato per conto della Commissione europea ha stimato, solo per gli appalti pubblici, una perdita di potenziali benefici dovuta alla mancanza di protezione degli informatori compresa tra i 5,8 e i 9,6 miliardi di euro all'anno per l'Ue nel suo insieme. (Beb)
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